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INTERVISTA | L'ex grillino Marsella: "Affidamenti diretti e principi traditi, ecco perché ho lasciato M5s"

Un mese dopo le dimissioni Marsella spiega la sua scelta e annuncia: "Ho presentato 13 denunce per offese e minacce"

Nella foto il consigliere Mirko Marsella

Il 12 settembre il MoVimento Cinque Stelle ha perso un suo consigliere. Mirko Marsella è infatti passato nel Gruppo Misto. La sua decisione, per ora unica nel panorama municipale, ha scatenato gli istinti più bassi. Gli hanno augurato di perdere il respiro nella notte. Ed invece Marsella è più loquace che mai ed a distanza di un mese ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Il giorno dopo l'annuncio del suo addio al MoVimento Cinque Stelle abbiamo letto di tutto. Da allora è passato un mese. Che bilancio ne trae?

E' stato un periodo faticoso. Ho ricevuto circa 470 messaggi su facebook, la maggior parte dei quali intimidatori ed offensivi. La cosa preoccupante è che alla fine questa vicenda ha prodotto 13 denunce. Ho infatti deciso di rivalermi verso singoli cittadini, un consigliere eletto in un altro municipio, un dipendente della pubblica amministrazione ed anche il MeetUp di Arvalia

Il MeetUp di cui parla era coordinato da Salvatore Serra, il marito della nuova assessora alla scuola. Però prima di essere eletto come Consigliere,  non ne faceva parte anche lei?  

No, io provengo da un altro Meetup, quello da cui provenivano anche i precedenti consiglieri municipali del M5s. Si chiamava "amicidibeppegrillo". Poi si è deciso di accorparli e siamo entrati tutti in "Arvalia". Ma io sono entrato nel Movimento nel 2013. Poi però, nell'ultimo anno ho capito che in questo municipio si è predicato bene e razzolato male. Ed è stato quindi un anno travagliato.

Sta dicendo che la scelta di lasciare i Cinque Stelle l'ha covata per tutto questo tempo?

Diciamo che il mio calvario è iniziato a fine gennaio. Sono stato il primo ad accorgersi che, nel Municipio, erano stati fatti degli affidamenti diretti. Erano stati usati i fondi che dopo il terremoto erano stati destinati alle scuole per fare altre spese che nulla c'entravano. Vennero impiegate quelle risorse per aggiustare forni, frigoriferi ed altre apparecchiature degli istituti scolastici. Pertanto lo comunicai al presidente Torelli al quale contestai anche l'intenzione, poi fortunatamente venuta meno, di ricorrere ad un affidamento diretto di 250 euro. Quei fondi servivano per fargli acquistare un abbonamento annuale della metro. Un'operazione lecita, ma per me fuori luogo, cui comunque decise di rinunciare. 

Poi cos'è successo?

Quando l'opposizione, a seguito di una commissione trasparenza, ha scoperto com'erano stati usati i fondi per le scuole, sono stato messo all'indice. Mi hanno accusato di essere una spia, un venduto. E' iniziato così un calvario fatto di emarginazione, allontanamento, sospetti. Ma anche di contrasto con un assessore con cui non c'è mi stato feeling.

E' un assessore del Municipio XI ancora in carica, o uno di quelli che hanno lasciato la giunta?

E' l'assessore all'Ambiente ed ai Lavori Pubblici (Giacomo Giujusa, ndr). E' ancora in carica e conserva entrambe le deleghe, nonostante quattordici consiglieri su quindici avessero fatto una richiesta diversa al presidente Torelli. Gli avevamo chiesto di togliergli la delega ai Lavori Pubblici, per darla al Vicepresidente Mellina. 

Come nasce quella richiesta?

Il rapporto si è incrinato in maniera irreparabile verso aprile. In quel periodo il sottopasso di via Portuense viveva una condizione di empasse. Veniva chiesta una mole di documenti per sbloccare quella situazione, che sembrava esagerata. Per mesi, insieme ad un altro consigliere del M5s, abbiamo chiesto all'assessore ai Lavori Pubblici di incontrare  il Sovrintendente Prosperetti. Alla fine quella vicenda è stata affrontata dagli uffici tecnici ed è solo grazie alla loro bravura se si è sbloccata. La politica invece l'ha rallentata di due mesi. Prova ne sia il fatto che, quando Prosperetti è stato ricevuto in municipio convocato da Torelli, ha impiegato un secondo a firmare le carte che erano utili a far ripartire i lavori.

Ma come si arriva alla richiesta di togliere la delega all'assessore?

Ci siamo incontrati ed abbiamo sottoscritto, 14 consiglieri del MoVimento su 15, una lettera in cui avanzammo questa proposta. Non c'era soltanto la vicenda del sottopasso a farci avere delle perplessità. In generale direi che era il suo modus operandi, troppo accentratore, a non convincere. Tuttavia nell'ambiente agiva bene. Per questo volevamo fargli rinunciare alla delega sui lavori pubblici, in modo che potesse dedicare tutte le proprie energie sull'ambiente.  Il presidente Torelli, preso atto della nostra richiesta, ci ha convocati in una riunione che si è svolta in un ristorante di Ponte Galeria. Io, come altri quattro consiglieri, non ci siamo presentati. Personalmente ho preferito non andare perchè avevo intuito come sarebbe andata a finire. Il risultato è stato che l'assessore è rimasto al suo posto. Ha deciso il presidente Torelli. 

D'altra parte è il presidente del Municipio. La parola finale spetta a lui...

Ma allora non è più vero che "uno vale uno?" Io non sono disposto a scendere a questi compromessi e me ne sono andato. Mi chiedo perchè gli altri consiglieri del MoVimento, che non sono soddisfatti di come stanno andando le cose nel Municipio, non facciano la stessa scelta. 

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