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Corviale, "sciolti i nodi d'una matassa ingarbugliata": è la collaborazione che cambia pelle al Serpentone

L'annuncio dell'inizio dei lavori per la riqualificazione di Corviale lascia tutti soddisfatti. Zingaretti: "Era una sfida da vincere per ridurre distanze tra cittadini e istituzioni"

Corviale riparte dal quarto piano. Da quello che l'architetto Fiorentino aveva pensato dovesse essere dedicato agli spazi pubblici, alle attività commerciali e che invece è diventato l'emblema del degrado.

Il quarto piano

Un centinaio di alloggi costruiti con materiale di fortuna e con impianti pericolosamente fuori norma hanno preso il posto del "piano libero" di lecorbusiana ispirazione. Ma ora saranno abbattuti e ricostruiti secondo un progetto la cui direzione dei lavori sarà affidata a Guendalina Salimei, l'architetto che ha ispirato il personaggio di Paola Cortellesi nel film "Scusate se esisto". 

L'impegno: restituire vivibilità a Corviale

Il sogno del chilometro verde diventa realtà. "Corviale cambia pelle e diventa un bel posto dove vivere  - ha dichiarato soddisfatto l'assessore regionale Massimiliano Valeriani, a margine della conferenza stampa dedicata all'avvio dei lavori sul quarto piano - altre amministrazioni avevano provato a soffocarlo, addirittura a demolirlo. Noi invece investiamo per restituire quella vivibilità e quella qualità della vita che in questo complesso urbanistico era stata sacrificata".

La sfida da vincere

Per Nicola Zingaretti a Corviale sarà realizzato  "il più importante intervento di rigenerazione urbana mai fatto a Roma e probabilmente anche in Italia". Un'operazione complessa, che prevede lavori da sviluppare sia nel quarto piano che, con il progetto internazionale  "Rigenerare Corviale", anche sul corpo princiale dell'edificio e sugli spazi attigui. Per questo si è trattato di "una sfida che abbiamo voluto vincere – ha dichiarato Zingaretti – una matassa sembrata inestricabile" difronte a cui "non bisognava arrendersi" perchè farlo avrebbe "aumentato la distanza tra i cittadini e le istituzioni.

La collaborazione ed i fili della matassa

E le istituzioni hanno collaborato per la riuscita di un progetto di cui, lunedì 21 gennaio, si è celebrato l'avvio dei lavori. "Allo stimolo dei cittadini e delle associazioni, ha risposto la Prefettura mettendo allo stesso tavoli gli enti preposti – ha spiegato Stefano Lucidi, l'assessore al Patrimonio del Municipio XI – dall'Ater alla Polizia Locale, dalla Regione al Comune fino al Municipio, ognuno si è preso carico delle proprie responsabilità ed ha agito di conseguenza". Perchè era quello che serviva per sbrogliare quella matassa ingarbugliata da tempo "Era necessario sciogliere i fili e per quanto ci riguarda – ha proseguito l'assessore Lucidi – gli uffici del municipio che operano nel sociale hanno provveduto nel contattare le famiglie coinvolte dall'intervento, a partire da quelle che presentavano delle fragilità". E' cominciato così il trasferimento dei primi nuclei familiari. 

Il nodo dei trasferimenti

"Ci siamo, si parte finalmente– ha dichiarato a Romatoday il direttore generale dell'Ater Andrea Napoletano – e siamo già alla cosiddetta 'fase zero' perchè sono già partiti i primi 15 trasferimenti". Si tratta di nuclei "al cui interno rientrano anche i vincitori del bando di concorso della Regione e sono trasferimenti temporanei. I vincitori del bando  (47 famiglie in tutto ndr ) torneranno all'interno del quarto piano, mentre per gli altri c'è una norma regionale che prevede il trasferimento in altri alloggi per garantire la prosecuzione del cantiere".

Gli alloggi del futuro "chilometro verde"  verranno ricostruiti, secondo le mutate esigenze delle famiglie romane i cui nuclei – è stato spiegato durante la conferenza stamapa – si sono notevolmente ridotti rispetto al passato. Una volta terminati i lavori il quarto piano, arricchito da logge arborate e piante rampicanti, tornerà ad essere vissuto in una maniera più appagante dai suoi inquilini.

La rivoluzione democratica

Per l'ex minisindaco Maurizio Veloccia "è il segnale che le rivoluzioni possono essere fatte senza ruspe e carri armati, ma parlando con le persone, attraverso il dialogo". Ed il fatto che i primi trasferimenti, ricorda Veloccia "siano avvenuti senza un incidente nè una protesta" ne è la dimostrazione.  Se le realtà del territorio da Corviale Domani alla parrocchia collaborano tra loro e le istituzioni lavorano in sinergia, anche le matesse ingarbugliate finiscono per essere dipanate. Ed in questo modo i sogni si realizzano. Il chilometro verde ne sarà la dimostrazione. A condizione che i lavori proseguano secondo i programmi appena annunciati. 

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Commenti (3)

  • Il Serpentone deve ripartire innanzitutto dagli sfratti degli occupanti abusivi e dalla eliminazione dell'illegalità

  • Vorrei sapere chi è quell'imb3cill3 che l'ha progettato. Un obbrobrio...

    • Tipico esempio di edilizia comunista

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