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Diecimila alloggi INPS sul mercato: ma la vendita senza tutele alimenta la protesta

Da Magliana a Don Bosco riparte la vendita delle case dell'ente previdenziale

Da Magliana a Don Bosco ci sono migliaia di famiglie che vivono in appartamenti di proprietà dell'INPS. Alloggi che  l'ente ha intenzione di vendere. Una buona notizia, per chi ha la possibilità di acquistarli. Il rischio è che però, senza le dovute tutele, la compravendita possa interessare solo una sparuta minoranza di inquilini.

A chi va bene ed a chi a male

Si tratta di appartamenti che erano già stati messi in vendita nel 2001. "Poi c'è stata la cartolarizzazione, ma è stata un fallimento e circa 10mila unità abitative sono rimaste invendute. Di conseguenza ora, con modalità molto opinabili, INPS ha deciso di rimetterle in vendita – spiega Massimo Pasquini, dell'Unione Inquilini – ma senza prevedere forme di tutela. Hanno scritto una lettera e l'hanno girata ai sindacati, cui non è data la possibilità di intervenire. Non era mai accaduto che una vendita non fosse preceduta da un accordo, con cui determinare i prezzi". Le conseguenze, sono facilmente intuibili. "I prezzi saranno quelli di mercato e gli unici che si salveranno, sono quelli che nel 2001 avevano dichiarato l'intenzione di farlo. Ma parliamo di un 10-15% di inquilini: solo loro avranno la possibilità di comprare al prezzo fissato 16 anni fa". Per le altre restanti famiglie, le prospettive di acquisto non sono particolarmente rosee. Infatti "molti sono occupanti senza titolo" e per loro la possibilità di riscattare l'immobile, si lega e quella di ottenere prima un contratto di locazione. Ma per farlo "devono saldare gli arretrati, su un canone deciso unilaterlamente da INPS cosa che - sottolinea Pasquini - ovviamente non va bene".

Il mutato quadro socio-economico

La notizia della vendita, sta intanto rimbalzando da un quadrante all'altro di Roma. A Magliana, nella giornata di lunedì 20 novembre, il Comitato di Quartiere ha organizzato un'assemblea tematica. Qui, come a Don Bosco, la questione è fortemente avvertita. La situazione rispetto a 20 anni fa, quando era iniziata la procedura di vendita, è chiaramente mutata. Come sottolinea il consigliere regionale Riccardo Agostini (ArticoloUno/Mdp) "ci sono inquilini che per ragioni anagrafiche rischiano ora di non poter neanche accedere ai mutui". Ma non è l'unico problema, perchè vanno considerati anche i mutamenti "dal punto di vista delle differenziazioni contrattuali" oltre che "le famiglie senza titolo".

Le sfide da affrontare

“Grazie alle battaglie portate avanti in questi anni insieme alle organizzazioni sindacali, ai comitati e ad alcuni isolati esponenti politici, sono stati raggiunti importanti risultati. – spiega Fabio Fadda, coordinatore di Articolo UNO MDP nell' XI Municipio – ad esempio sono state mantenute le condizioni economiche di vendita previste dalla legge 410 del 2001 ed è stata fatta la sanatoria fino al 31 dicembre del 2013 per gli inquilini senza titolo". I problemi da affrontare però non mancano. Bisogna fare leva sulle tutele che, in questa compravendita, sembra siano state poco considerate. In altre parole occorre puntare "sui mutui agevolati", "sull'allargamento della sanatoria a tutti gli inqulini senza titolo che vorrebbero acquistare", ma anche a pensare a "rateizzare le penali per gli occupanti che hanno sempra pagato le indennità di occupazioni". Sono queste le priorità, "le  battaglie che faremo nei prossimi mesi". Il problema è avvertito, poichè riguarda migliaia di famiglie romane. La cessione di questi immobili, rischia di non essere troppo lineare. 
 

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Commenti (4)

  • Ma IO che aspetto la casa popolare regolarmente, posso sperare questi 10.000 alloggi faccian parte di cio' che mi assegnerebbero um giorno?

  • Siamo alle solite, occupano, non pagano, e vogliono pure comprare a 2 spicci adesso. Il bello è che c’è pure chi li sostiene. Ormai c’è gente che conta solo sulle sanatorie.

    • Mi spiace che la pensi ma la storia è ben diversa mia suocera entro in quelle case circa 20anni fa pagando la buona uscita andò subito a fare richiesta di contratto e nel frattempo pagava un bollettino in bianco alla Romeo che gestisce il tutto ma il contratto non è mai arrivato e neanche una proposta di contratto 5 anni fa lei e venuta a mancare e la Romeo si è ricordata di avere un immobile e stato spedito un avviso di sfratto tempo 3 mesi (premetto che mia suocera si era stancata di pagare somme a caso. E che mia moglie aveva la residenza li sin da quando si trasferirono) andati in causa e vinta la causa il risultato era che dovevamo pagare somme al di sopra dei 70.000€ per regolarizzare il tutto è nel frattempo che il tutto non era stato saldato un affitto di 600€ al mese ( calcolato che ce l'indennità di occupazione perché a loro non risulta nessuna richiesta da parte di mia suocera o di mia moglie quando noi siamo ancora in possesso di tale copia) circa solo allora ci avrebbero fatto un contratto Come puoi ben capire se abbito in una casa "popolare" non posso permettermi 600€ di conseguenza faccio ricorso ma nessuno mi da retta lotte su lotte ma niente Ora venderanno limmobbile a un prezzo di favore si può sembrare vista da fuori ma sempre e solo che nel frattempo ti pago il debito di tutti questi anni calcolati al massimo cioè 600€ al mese Quando se loro l'avessero vendute anni fa come è successo per mezzo quartiere avrebbero pagato somme intorno a 30/40mila € più una sanzione Non mi regolarizzi non ti regalo i soldi che sudo alzandosi alle 5 del mattina tutti i giorni Se dovrò comprami una casa mai sistemata dai proprietari e nulla a norma. Non lo faccio di certo per 150.000€ visto che il palazzo cade a pezzi Poi potete pensarla come meglio credete

    • Concordo. Conosco altre realtà simili. C'è gente che non paga perché aspetta la prossima sanatoria o per avere casa popolare. Poi parcheggiata un po lontano da casa, hanno una Alfa appena comprata.

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