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Muratella, occupato il canile comunale: a rischio oltre 100 posti di lavoro

Oltre al mancato pagamento degli stipendi i lavoratori protestano contro l'orientamento dell'amministrazione comunale di non garantire i 119 lavoratori dei canili. Al rischio il destino di 1200 cani

Centodiciannove lavoratori da due mesi senza stipendio e che con il nuovo anno rischiano di ritrovarsi senza lavoro. Colpa della politica del Comune che, non sembra intenzionato a garantire il proprio impegno per mantenere i posti di lavoro nei canili comunali. Così da martedì sera il canile di Muratella, il più grande di Roma, è stato occupato dai dipendenti che chiedono un incontro chiarificatore al Comune.

Preoccupano i mancati pagamenti dello stipendio, ma ancor di più le notizie non ufficiali che girano sull'intenzione di non rinnovare il bando di gestione dei canili comunali, con conseguente pericolo per i 119 lavoratori. “Il mancato pagamento”, ci spiega Federico Buzzanca segretario della funziona pubblica di Roma e Lazio, “è dovuto al mancato pagamento della fatture da luglio ad ottobre da parte del Comune di Roma all'associazione volontari Canile di Porta Portese che gestisce i canili comunali. Ai dipendenti, la maggior parte tra i 30 e i 40 anni di età, mancano le mensilità di settembre e ottobre”.

La protesta è degenerata in occupazione martedì sera dopo l'ennesimo incontro interlocutorio con i dirigenti del X dipartimento.

“La grave situazione degli stipendi”, racconta Buzzanca, “si aggiunge alla notizia, ufficializzataci dall'ex Direttore del competente ufficio, del prevalere nella Giunta e nell’Alta Amministrazione di un orientamento volto a cancellare il diritto al mantenimento del posto di lavoro nell’emanazione del prossimo bando per la gestione dei Canili Comunali”.

In pratica a fine anno scadrà l'affidamento all'associazione volontari canile di Porta Portese della gestione dei canili. Il prossimo bando non obbligherà, secondo quanto raccontato a Roma Today da Buzzanca, i nuovi vincitori ad assorbire tutto il personale, attualmente impiegato soprattutto con contratti a tempo determinato.

Buzzanca giudica questa ”una violazione oltremodo grave non solo per la perdita di posti lavoro ma per la cancellazione di una professionalità e capacità di questi lavoratori ormai formatasi in dieci anni che premette ad un affossamento da parte dell’Amministrazione di un servizio così apprezzato dai cittadini. La difesa di questi posti di lavoro oggi coincide con la difesa di un livello di qualità del servizio che non siamo disponibili a svendere”.

A rischio oltre ai posti di lavoro anche il destino di 1200 cani che, con la conseguente possibile chiusura o ridimensionamento della struttura della Muratella, finirebbero in canili privati spesso assurti agli onori delle cronache come strutture lager dove i diritti degli animali vengono dopo i guadagni di chi li gestisce.

VIDEO RACCOLTI PRESSO IL CANILE OCCUPATO (di Riccardo Vescovo)



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