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Ciclabile alla Magliana: i randagi ora fanno davvero paura

L'associazione BiciRoma denuncia l'aumento di attacchi di randagi nel tratto che va dal viadotto verso l'ippodromo di Tor di Valle. Il presidente Bonafaccia: “Finora non ci sono state gravissime conseguenze, ma la fortuna non è infinita”

Dal viadotto della Magliana fin verso l'Ippodromo di Tor Di Valle. Un tratto di un paio di chilometri di pista cicliabile che per ciclisti e runner sta diventando un vero e proprio incubo. Colpa dei cani randagi che negli ultimi mesi più volte si sono resi protagonisti di attacchi, per fortuna sinora senza conseguenze. Ciò non toglie però che tra i frequentatori della pista c'è timore, tanto che, come ci spiegano dall'associazione BiciRoma, c'è chi rinuncia ad utilizzarlo.

Un timore cresciuto dopo l'ultima aggressione di sabato scorso, quando alle 8 di mattina tre cani hanno attaccato un runner. “Succede quasi sempre di mattina presto”, spiega il presidente dell'associazione BiciRoma, Fausto Bonafaccia. “Spesso sono in branco, alcune volte cani singoli. Una volta hanno attaccato addirittura in otto”.

Il tratto non è dei migliori e dei più raccomandabili. Basta poco per scorgere rifiuti, ferri arruggiti e fori nelle reti. Proprio da qui sbucano i cani che tanto spaventano i ciclisti. Probabilmente si tratta di cani abbandonati, sicuramente maltrattati e resi più feroci dalla fame.

“Due anni fa”, continua il presidente di BiciRoma, “avevamo avuto lo stesso problema e l'avevamo risolto. Da qualche mese però i cani sono tornati. Ormai le segnalazioni che riceviamo sono troppe per non intervenire”. Bonafaccia ci spiega che è stato richiesto l'intervento dell'assessorato all'ambiente e qualche macchina della veterinaria si è vista. “Sappiamo però bene”, spiega Bonafaccia, “che non è facile catturarli. Dovrebbero infatti venire la mattina presto, quando forse qualcuno li lascia liberi, diventando pericolosi per chi utilizza la ciclabile”.

Secondo l'assessorato all'ambiente il tratto non è da considerare troppo pericoloso. I cani infatti sarebbero di proprietà e sarebbe per ciò impossibile intervenire. Il presidente Bonafaccia conclude sollecitando ulteriori controlli ed interventi: “Fino ad oggi fortunatamente non ci sono state gravissime conseguenze, All'Assessore ricordiamo che la fortuna non è infinita come dimostra quanto successo con gli alberi, area sempre sotto la sua responsabilità”.

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