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Magliana, al posto dell’ex Buffetti nuove palazzine a canone calmierato

L’ex fabbrica di via della Magliana sarà abbattuta ed al suo posto verranno costruiti alloggi che, la proprietà, ha chiesto di destinare anche all’housing sociale. Va prima però abbattuto il tetto in eternit

L’ex fabbrica Buffetti sarà demolita. Al posto dell’attuale edificio, un immobile a destinazione industriale da anni abbandonato, ne saranno realizzati tre. Uno finalizzato ad ospitare attività commerciali. Ed altri due palazzine, invece destinate ad ospitare nuovi appartamenti. L'iter autorizzativo è già a buon punto.

La richiesta

L’intervento di demolizione e ricostruzione è stato richiesto dalla proprietà, Beta Srl, attualmente in liquidazione, dell’ex Buffetti. E sarà realizzato usufruendo della legge regionale 21/2009, il cosiddetto “Piano Casa” della giunta Polverini. In sede di conferenza dei servizi, già nel dicembre del 2017, sono stati acquisiti i pareri della Soprintendenza archeologica, del Dipartimento Pau e di quello alla Mobilità. 

L'housing sociale e le fidejussioni

Beta srl, proprietaria dell’immobile, nel maggio del 2019 ha presentato l’atto d’obbligo per la riserva di alloggi a canone calmierato per l’edilizia sociale. Manca per ora il permesso a costruire che sarà rilasciato dal Dipartimento PAU quando, la proprietà, fornire una polizza fedejussoria. Servirà a coprire il pagamento degli oneri concessori legati all’operazione che si stima,  per le sole opere di urbanizzazione, ammontino a circa 1,5 milioni di euro.

Il valore immobiliare

Gli edifici che verrebbero costruiti tra via della Magliana Vecchia e via della Magliana Nuova, sono già stati stimati. Secondo L’Osservatorio del Mercato Immobiliare, il prezzo oscilla tra i 1950 ed i 2850 euro al metro quadro per i locali a destinazione residenziale. Quelli invece a fine commerciale tra 1650 e 2450 euro. Si tratta di cifre però che potrebbero aver subito delle oscillazioni perché la stima, acquisita al Dipartimento programmazione ed attuazione urbanistica, risalgono al secondo semestre del 2017.

La rimozione del tetto in amianto

Al di là della polizza fidejussoria, c’è un’altra questione da affrontare. Sul complesso urbanistico pende ancora la richiesta di rimozione della copertura in amianto. Perso il ricorso al TAR, la proprietà dovrà provvedere ad eseguire l’intervento che, diversamente, sarà realizzato “in danno”. Si tratta di un’operazione delicata, vista la prossimità di scuole, attività commerciali ed appartamenti. Ma l’arrivo di nuovi alloggi, da questo punto di vista, potrebbe sbloccare la partita. E’ infatti impossibile ricorrere al piano casa della Regione Lazio, abbattendo e ricostruendo l’immobile, senza prima rimuovere il tetto di eternit. 
 

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