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Magliana, manca il bando ma la scuola di musica è sotto sfratto: “Diamogli una proroga”

Finisce in Campidoglio il caso della scuola musicale Arvalia. Celli (RomaTornaRoma): "E' un presidio culturale del territorio che ha pagato duramente il lockdown"

E’ arrivato in Aula Giulio Cesare il caso della scuola di musica popolare Arvalia. I suoi insegnanti dal primo luglio rischiano di lasciare la storica sede di via Greve

Un presidio culturale

Gli spazi, nel locale di proprietà comunale, non sono stati riassegnati. Il nuovo bando non è pronto. Ma è scaduta l’ultima proroga che era stata accordata. Dal primo luglio, quindi, niente lezioni nelle aule di Magliana. “Parliamo di una realtà storica del quartiere che ha dato la possibilità a molte persone di vivere di musica e di cultura” ha sottolineato la consigliera Svetlana Celli, firmataria della mozione appena portata in Aula Giulio Cesare.

L'attività della scuola

La scuola ha ricevuto una prima assegnazione nel gennaio del 2008. Grazie a quell’iniziativa, nei dodici anni successivi, in via Greve si sono alternate migliaia di studenti. Attualmente sono circa 170 quelli che ne risultano iscritti. Di questi una ventina sono i bambini che frequentano il coro dei Pueri Symphonici. Ma nello spazio si sono succedute persone d’ogni età. Sono infatti 10 i laboratori che, solo nell’ultimo anno, l’associazione Timba ha organizzato a Magliana. 

La richiesta di proroga

“Il nuovo bando non è pronto, quindi ritengo sia giusto lasciare il vecchio concessionario al suo posto fino al 30 giugno del 2020” ha dichiarato Svetlana Celli “anche perché ha fatto degli interventi manutentivi, nel corso dell’ultimo anno, che a causa del nuovo Coronavirus non ha mai avuto la possibilità di ammortizzare. 

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Penalizzati dal lockdown

Il 13 febbraio, prima che scoppiasse la pandemia, la società che ha in gestione gratuita i locali di via Greve, aveva ultimato la realizzazione di adeguati dispositivi per la prevenzione incendi. Il lockdown successivo ha però interrotto le lezioni e la scelta di farle ripartire in modalità telematica, ha permesso solo di recuperare una parte delle iscrizioni. Da qui la richiesta di concedere una proroga “che consentirebbe all’associazione di recuperare una parte delle risorse economiche – si legge nella mozione  – e di concedere un sostegno a tutto il personale ed alle loro famiglie” che sono rimaste, per alcuni mesi, senza lavoro. All’Aula Giulio Cesare il compito di valutare la delicata questione.

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