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Ponte dei Congressi, sarà pronto entro il 2025: dopo lo Stadio della Roma

In Commissione Lavori Pubblici è stato presentato il dossier sul Ponte dei Congressi. Costerà più del previsto, ovvero 172 mln. Il Campidoglio dovrà contribuire al finanziamento e sarà diviso in due lotti. Il primo terminerà tra 5 anni.

Il bando sarà pubblicato entro la fine dell'anno. Poi ne serviranno almeno altri quattro per realizzarlo e collaudarlo. Difficile quindi che il ponte dei Congressi, una delle infrastrutture viarie più dibattute degli ultimi 20 anni, sia pronto prima del 2025. Sono questi infatti i tempi che l'ingegnere Roberto Botta, vice direttore generale del Campidoglio, ha comunicato ai consiglieri capitolini.

Come cambia la mobilità del quadrante

Il ponte dei Congressi è stato oggetto di una specifica seduta di commissione Lavori Pubblici che, giovedì 25 luglio, ha offerto molte informazioni utili a chi si stesse chiedendo che fine avesse fatto quest'infrastruttura.   "Si tratta di un grande sistema rotatorio di tre e quattro corsie che -  ha spiegato Botta - svincola tutte le direzioni e le origini del quadrante, sostituendo il sistema a due corsie per senso di marcia attualmente esistente peraltro con immissioni e rampe fuori norma e collegamenti mancanti, come quello da Isacco Newton a Magliana".

In entrata a Roma

Il vice direttore generale del Comune ha spiegato come funzionerà questo anello stradale che include il collegamento di cui si è discusso in commisisone."Venendo da Fiumicino si attraversa il ponte dei Congressi e c'è una prima uscita per Eur Torrino.  Poi, seguendo il flusso principale, si arriva ad un'altra uscita che scende sulla via Ostiense-via del Mare unificate".  Il traffico veicolare che non è interessato a quelle uscite "può andare sia all'interno del sistema rotatorio, verso via della Magliana o via Isacco Newton, oppure può proseguire sul viadotto della Magliana verso l'Eur". 

In uscita da Roma

In senso opposto invece "il sistema - ha proseguito Botta- si carica, come oggi, dalla Cristoforo Colombo", di cui è previsto l'allargamento dell'attuale rampa d'immissione. Inoltre, ha spiegato il dirigente capitolino, "il viadotto della Magliana in parte sarà demolito e ricostruito a tre corsie". Quel quadrante subirà modifiche importanti visto che  "il ponte della Magliana, che oggi è bidirezionale, diventerà mono direzionale in uscita" con uno svincolo  su "via della Magliana, via Isacco Newton e sulla Roma-Fiumicino".

Le risorse necessarie e la divisione in lotti

Per realizzare il Ponte, tramite la legge obiettivo, il Governo aveva stanziato oltre 140 milioni. Un finanziamento sicuramente utile ma non sufficiente per realizzare tutte le opere che sono previste. Il costo complessivo dell'operazione ha infatti già superato i 170 milioni. "Inizialmente era stato tarato su un finanziamento assicurato dalla legge obiettivo del 2013 di 145 milioni quindi su un progetto che cubava 200 mln ne erano stati assegnati 145 e con questi era stato costituito il I lotto" ha chiarito l'ingegner Botta. C'è poi un secondo lotto che prevede la realizzazione di viadotti a tre corsie" e che per Botta rappresenterebbe l' "optimum". Ma per rendere funzionante il ponte, basterebbe completare la prima fase di cantiere. Solo che i costi sono un po' lievitati.  

Finanziamenti anche dal Comune

"Nel corso dei vari processi approvativi del progetto - ha chiarito il dirigente capitolino -  sono state incluse prescrizioni, migliorie, inclusioni e compensazioni che hanno portato il costo complessivo del I lotto a 172 milioni, finanziati per oltre 144 milioni dal contributo dello Stato e per oltre 28 milioni con mutuo a carico di Roma Capitale".  Si punta però ad un ribasso d'asta che potrebbe far scendere l'impegno economico del Campidoglio, su cui l'assessore  Margherita Gatta ha comunque rassicurato i consiglieri, affermando che "Quei soldi sono a bilancio".

Ponte dei congressi non prima del 2025

Importanti delucidazioni sono state offerte in merito ai tempi di realizzazione. "L'obiettivo è la pubblicazione del bando per appaltare l'opera entro fine anno". Dopodichè si dovrà redarre un progetto esecutivo, e potrebbero volerci pochi mesi. Per vedere l'opera ultimata, almeno nel primo lotto, "i tempi saranno ragionevolmente di cinque anni" da calcolare "a partire dalla fine del 2019". Significa che non ci sarà nessun ponte, nel quadrante, prima del 2025. L'operazione è guardata con intereresse anche in vista di quello che comporterà nell'ottica dello stadio della Roma. 

Prima il ponte o lo stadio?

"Il Dipartimento PAU nell'allegato alla variante urbanistica che abbiamo votato nel 2018 - racconta Paolo Mancuso, presidente della commissione Urbanistica del Municipio IX - dichiarava che il ponte dei Congressi era un'opera a servizio del progetto di Tor di Valle. Io  però ricordo che la Sindaca ha annunciato che lo Stadio  ed il Business Park verranno avviati solo dopo aver completato tutte le opere correlate" sottolinea l'ex grillino Mancuso. Pertanto, a rigor di logica, per veder aprire un cantiere a Tor di Valle, si dovrà attendere il 2025. Uno scenario che difficilmente l'As Roma sarà interessata a considerare. Quindi è piuttosto vero il contrario. Se, com'è previsto, lo stadio sarà realizzato sull'ansa del Tevere, verrà completato prima del Ponte dei Congressi. 

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