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Critical dog, protesta a favore del canile della Muratella

Ieri pomeriggio meeting in centro organizzato dai dipendenti del canile della Muratella, a rischio di chiusura. Si denuncia l'indifferenza del Comune verso il destino della struttura

Un critical dog per mostrare tutto il dissenso contro la mancata approvazione del bilancio di marzo verso l'Avcpp, l'Associazione Volontari Canile di Porta Portese. L'appuntamento di ieri pomeriggio a Largo argentina è stato dato dai dipendenti e dai responsabili del canile della Muratella che hanno voluto mostrare tutto il loro dissenso verso l'indifferenza da parte del Comune di Roma.

Il canile della Muratella vive una situazione di grave difficoltà della quale soffrono in primis gli animali della struttura. L'emergenza del canile, piuttosto che essere affrontata in maniera propositiva, viene gestita dal Comune con indifferenza e distacco e i 1300 animali ospitati rischiano di finire senza una casa. Sono a rischio anche molti lavoratori che, a novembre scorso, avevano già occupato la struttura denunciando a piena voce la situazione lavorativa in cui versano dall'insediamento della Giunta Alemanno, che a scadenza regolare ritarda il pagamento della rata dovuta.

Accudire oltre mille cani non è cosa semplice, gestire tutte le decine di emergenze che ogni giorno arrivano è un lavoro impegnativo, continuo e totalizzante, che deve essere trattato e retribuito, non può essere solo volontariato. I dipendenti dei canili conoscono i cani e i gatti ospitati nella struttura, il loro è un rapporto diretto e continuo da anni "quando trovano una casa - raccontano- li guardiamo andare via con ansia e gioia, come un genitore che vede il figlio, finalmente, partire per la sua strada indipendente, ci prendiamo cura di loro anche dopo, ci assicuriamo che siano trattati con lo stesso amore con cui noi li abbiamo trattati, per mesi o solo per giorni".

Il Comune parla di una nuova gara, di una nuova struttura amministrativa, di accorpamenti con altri enti, ma di tutto questo non si vede l'ombra. La proposta dei dipendenti è che la gestione del servizio pubblico rimanga bene comune di questa città, libero da speculazioni, privatizzazioni e tagli indiscriminati. Questo, secondo gli addetti, è possibile solo attraverso il supporto del Comune di un modello di gestione che preveda il riconoscimento della professionalità che i lavoratori hanno acquisito in dieci anni di autoformazione.

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