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Ex Mira Lanza: dopo gli sgomberi che futuro per il parco Papareschi?

Il Comitato di Quartiere di Marconi accusa il Municipio di scarsa trasparenza e torna a interrogare le istituzioni sul destino dell'area appena sgomberata. Intanto vengono segnalate nuove occupazioni

L'operazione di polizia che martedì 12 marzo ha portato all'identificazione di 37 persone, ha contribuito a rendere nuovamente libero l'ex complesso industriale Mira Lanza. Ma non ha sopito i tanti dubbi che, nel territorio, si continuano ad addensare su tutta l'area.

La richiesta: restituire l'area alla cittadinanza

Come era già emerso nel corso di una commissione Trasparenza organizzata in Municipio XI, gli interventi delle forze dell'ordine, negli ultimi anni, non sono mancati. Il loro frequente reiterarsi però testimonia la difficoltà nel garantire, all'ex saponificio, condizioni permanenti di sicurezza. Un vulnus sottolineato tanto dai cittadini quanto dalle forze politiche d'opposizione. Così è, ad esempio, per i leghisti Fabrizio Santori e Daniele Catalano, che si dichiarano "perplessi  relativamente alla capacità, da parte delle istituzioni municipali e comunali, di vigilare sull’area e di restituirla realmente alla cittadinanza, sotto forma di polo museale e spazio aggregativo".

Il triste "gioco dell'oca"

Lo stesso tipo di scetticismo è stato mostrato dagli stessi residenti. "La preoccupazione è che si tratti dell'ennesimo sgombero in una sorta di continuo ed infinito 'gioco dell'oca'. E purtroppo non è un gioco - ha osservato Enrico Pasini presidente del Comitato di Quartiere Marconi -  Le occupazioni cesseranno quando quel luogo sarà restituito alla cittadinanza e potrà essere fruito in sicurezza".

La richiesta di trasparenza

Sull'ex complesso industriale, solo in parte restaurato, gli abitanti di Marconi hanno fatto un importante investimento emotivo. In quella zona è infatti prevista la realizzazione di quello che, a tutti gli effetti, potrebbe diventare l'unico polmone verde del quartiere: il parco Papareschi. La situazione non sembra però sbloccarsi, dopo la  "Conferenza dei servizi asincrona" che si è chiusa nel settembre del 2018. Il Comitato di Quartiere torna a chiedere quali siano i risulati degli ultimi rilievi effettuati da ARPA. Lo ha chiesto al Municipio senza riceverne risposta.

I nuovi insediamenti abusivi

C'è poi un altro tema. "Il 13 marzo, il giorno dopo lo sgombero, sui terreni che doverebbero essere oggetto di indagini ambientali si sono accampati i senza fissa dimora" lamentano i cittadini. Una segnalazione al riguardo arriva anche dal consigliere municipale Marco Palma. "Ho inviato una nota urgente alla Polizia Locale, chiedendo di intervenire immediatamente per sgomberare la cittadina che sta nascendo sotto gli argini del Tevere, a seguito dello sgombero dell'ex Mira Lanza". In sostanza la coperta resta corta. Finchè non si procede alla tanto attesa riiqualificazione, le notizie degli sgomberi e delle nuove occupazioni continueranno a succedersi.

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