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“Senza fondi boccio tutti”: il preside del Keplero scrive alla Gelmini

Antonio Panaccione, preside del Liceo a Marconi spiega: "I Consigli di Classe avranno allora solamente due possibilità, entrambe assurde: bocciare tutti o regalare tantissimi 6 politici"

Il liceo Keplero, nella zona Marconi, torna a far parlare di sé. Stavolta non sono i distributori di preservativi a fare notizia, ma una lettera inviata dal preside Antonio Panaccione al ministro Gelmini. Una lettera in cui si denuncia la scarsità di fondi per la gestione dei corsi di recupero che lo portano alla provocazione: "Senza soldi o il sei politico a tutti o boccio tutti".

"La rigorosità di preparazione scolastica complessiva richiesta dalle nuove norme - ha scritto il preside Antonio Panaccione - cozza fragorosamente con la drammatica realtà di scuole senza soldi e sostegno per sopravvivere. A giugno prossimo saremo obbligati ad applicare, completamente disarmati, le nuove disposizioni del Governo in merito alla valutazione finale e all'ammissione delle classi quinte agli esami di Stato 2009-10. Ci troveremo, così, di fronte al tradizionale alto numero di alunni che non avranno raggiunto la sufficienza in ogni materia e i Consigli di Classe avranno allora solamente due possibilità, entrambe assurde: bocciare tutti o regalare tantissimi 6 politici". Secondo Panaccione però "per fare i corsi integrativi di recupero, tanto necessari per i più deboli e svantaggiati ci vorrebbero almeno quei finanziamenti certi, tempestivi e mirati dello Stato previsti dal decreto ministeriale n. 80 del 3 ottobre 2007 (art. 10 sul capitolo 1287) già elargiti nel 2008 e 2009, ora invece eliminati o peggio girati alle scuole private".

Sofia Sabatino, portavoce della Rete degli studenti di dice d'accordo con il preside del Keplero: "L'iniziativa del dirigente scolastico è il chiaro esempio di come il mondo della scuola non possa funzionare senza degli investimenti".

"E' ormai evidente - ha continuato Sabatino - come la situazione delle scuole italiane rischi il collasso. La mancanza di fondi costringe ormai i presidi italiani a inventarsi soluzioni di ogni tipo per far proseguire la normale attività didattica: il rischio ,che l'iniziativa del dirigente scolastico vuole segnalare, è quello che la scuola italiana diventi sempre più scuola d' elite, abbandonata alle regole del censo più che a quelle di uno stato democratico".

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