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Marconi, i cantieri nell’ex Città del Gusto restano fermi: il Campidoglio pronto a chiedere i danni

L’Assemblea capitolina torna ad occuparsi dell’ex complesso che ospitava l’Uci Cinema e la Città del Gusto. Il M5s propone alla sindaca di puntare sul risarcimento danni “anche a sostegno del quadrante Marconi”

I lavori sono fermi dall’ottobre del 2018. Da allora il destino dell’ex complesso che ospitava un cinema multisala, la Città del Gusto, un supermercato e la Asl, è affidato ad un tribunale. Tre rappresentanti della Zeis Salini, l’impresa che lì doveva realizzare 200 mini appartamenti, sono stati rinviati a giudizio.

La vicenda

“Il 12 maggio sarà fissata la prima udienza” ha ricordato la consigliera capitolina Simona  Donati nel presentare una mozione ai colleghi dell’Aula Giulio Cesare. All’Assemblea Capitolina è stato ricostruito il laborioso iter amministrativo e giudiziario che ha regalato a Marconi un immenso scheletro di cemento. Lì dove un tempo era presente il Consorzio Agrario e dove successivamente avevano trovato spazio il cinema e gli altri servizi elencati, devono essere costruiti degli appartamenti di piccola metratura. Una scelta che però, il m5s, ha sempre contestato. L’attuale stop ai lavori, infatti, non è stato l’unico di cui si è reso protagonista l’immobile di via Fermi.

Continui stop & go

Prima l’amministrazione Marino poi quella della Sindaca Raggi ha provveduto a bloccare i lavori per eseguire degli accertamenti. Il secondo stop però è costato anche un ricorso in appello da parte del costruttore che, dal Tar, ha ottenuto regione condannando il Campidoglio al risarcimento di circa 4,5 milioni di euro. Nel frattempo, come ha ricordato la consigliera Donati, “Il Procedimento di verifica da parte dell’amministrazione è andato comunque avanti e si è concluso nello stesso 2015 confermando l'efficacia del permesso di costruire”.

La denuncia dei cittadini

I cittadini di Marconi non si sono però arresi. Nel quartiere il progetto edilizio ha, negli anni, alimentato molte perplessità. L’arrivo di nuovi abitanti, in un quadrante già estremamente popoloso e trafficato, è stato sempre guardato con molto scetticismo. Ma anche a prescindere dalle valutazioni soggettive, secondo alcuni residenti l’iter che ha portato all’attuale progetto urbanistico, era viziato da alcune irregolarità. Pe questo si sono appellati alla giustizia, presentando una denuncia. I rinvii a giudizio, nel frattempo sono stati archiviati quelli a carico dei dipendenti capitolini, ed i sigilli apposti al cantiere, ne sono stati la conseguenza. 

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L'attuale richiesta del Campidoglio

A fronte dello stallo che caratterizza l’attuale condizione,  la maggioranza grillina in Campidoglio è tornata ad interessarsi del caso. Per effetto della mozione presentata dalla consigliere Donati, la Sindaca è stata investita del compito di far attivare l’amministrazione “in tutte le sedi competenti per la tutela ed il sostegno dei diritti di Roma Capitale e del quadrante Marconi – si legge nel dispositivo – anche al fine di formulare eventuali richieste di risarcimento danni”. La palla passa, quindi, alla Raggi. E non è escluso che, come chiesto dalla sua maggioranza, sia nuovamente interessata la magistratura. Come visto, in questa complicata vicenda, non sarebbe neppure la prima volta.
 

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