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Ex Mira Lanza, niente parco Papareschi senza una preventiva bonifica

E' in corso una prima Conferenza dei servizi per valutare le iniziative da prendere per bonificare l'area. Il progetto del Parco Parco Papareschi ora va ripensato

Marconi è il quartiere romano con la più elevata densità abitativa. Significa che gli spazi pubblici a disposizione dei residenti sono estremamente limitati. Le aree verdi invece sono del tutto assenti. L'unica eccezione è forse data dalla banchina che fiancheggia il Tevere. Il suo utilizzo è però complicato e soggetto anche alle piene del fiume. In altre parole viene fruito solo da qualche ciclista. Per questo al riqualificazione dell'area dove sorgeva l'ex Mira Lanza diventa strategica.

Il progetto partecipato e l'analisi dei terreni

Da anni i cittadini hanno individuato il perimetro dell'ex saponificio industriale e le aree limitrofe, come sede per la creazione del polmone verde di Marconi. Per realizzare il Parco Papareschi è stato attivato anche un progetto partecipato. Quello che però ancora non era stato fatto e che da anni i cittadini avevano richiesto, era un esame approfondito sulla qualità del terreno che ospitava l'ex Mira Lanza. 

Il risanamento ambientale e la conferenza dei servizi

Dal 19 luglio è stata attivata una Conferenza dei servizi preliminare. Si concentra sull'aspetto del rinsanamento ambientale e quindi entra nel merito della bonifica da effettuare. Nell'area infatti si sono accumulati negli anni vari inquinanti. A quelli derivanti dalla lavorazione industriale, penetrati nel sottosuolo, si sommano anche i rifiuti bruciati che sono la conseguenza  delle successive occupazioni. 

L'avvio della confenza dei servizi

"Non possiamo fare un parco dove giocano i bambini, se è inquinato. Prima bisogna procedere alla bonifica" ha ribadito l'assessore all'Ambiente ed ai Lavori Pubblici Giacomo Giujusa. L'iter è complesso ed ha richiesto in primo luogo una serie di carotaggi le cui risultanze non erano ancora stata comunicate. Questa prima fase si è conclusa il 4 giugno, con la consegna delle "valutazioni di rischi sanitari" che deriverebbero dai contaminanti "presenti nelle acque sotterranee". L'ha eseguita una società consulente della Roma Docks, l'azienda che sull'altra sponda del Tevere ha già compiuto una trasformazione urbanistica.

Un progetto da adeguare in funzione della bonifica

Dal 19 luglio è partita la Conferenza dei servizi con modalità asincrona. "Significa che i vari soggetti coinvolti sono chiamati non a presentarsi fisicamente ma a mandare le proprie osservazioni entro il 12 settembre – ha chiarito l'assessore municipale Giujusa – poi , se non si registra nessuna sospensione del procedimento, si procederà con la conferenza dei servizi decisoria". E sarà quella la sede in cui verrà stabilito come adeguare il progetto di riqualificazione in funzione della bonifica da realizzare.

Il ruolo del Municipio 

Sul piano dei costi, bisogna chiarire se questi interventi di bonifica saranno finanziati dalla Roma Docks. La società, nel corso di una commissione svoltasi in Municipio il 29 settembre del 2017, aveva auspicato che il comune gli consegnasse l'area "al fine di provveere alla realizzazione del parco. In caso contrario" si legge sul verbale della commissione municipale Lavori pubblici e Ambiente, Roma Docks si augurava "di poter assolvere ai propri oneri, versando l'importo stabilito di 1,3 milioni di euro". Ipotesi quest'ultima che "il Municipio osteggerà" , si legge sempre nello stesso documento. Il peso dell'ente di prossimità è però diventato oggetto di discussione. Al Municipio XI non è stato chiesto neppure un parere sul progetto legato allo stadio della Roma. E di recente è stato anche scavalcato dal Campidoglio, sulla decisione di proseguire con la canalizzazione della Roma Fiumicino. C'è anche chi ha avanzato l'ipotesi di un commissariamento sostanziale. Sul futuro di Parco Papareschi l'ente di prossimità ha la possibilità di tornare protagonista. A condizione che il Campidoglio glielo consenta.

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