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Marconi, sulla preferenziale regna l'incertezza: il futuro del viale lo decidono i giudici

Il Consiglio di Stato ha bloccato il progetto della preferenziale prevista a Viale Marconi. Roma Servizi perla Mobilità minimizza ma il PD va all'attacco. Zannola (PD) "E' stato bloccato un progetto sbagliato"

Il destino della corsia preferenziale prevista a viale Marconi è improvvisamente diventato incerto. Il Consiglio di Stato ha infatti notificato al Dipartimento Mobilità un'ordinanza che mette in discussione l'intero progetto

La gara per la preferenziale

Che qualcosa non stesse andando per il verso giusto era intuibile. Sul bollettino della Gazzetta Uficicale la gara per quest'infrastruttura era infatti stata pubblicata il 28 dicembre 2018. E l'apertura delle buste era prevista per il 18 marzo. Nonostante la reticenza del Movimento 5 stelle ad affrontare il tema, l'assenza di determine dirigenziali e cantieri, aveva lasciato presagire che ci fossero dei ritardi, imputabili a non meglio precisate difficoltà. La conferma è arrivata il 16 ottobre, grazie ad un'indiscrezione pubblicata dal Consigliere Giovanni Zannola.

Il j'accuse di Zannola

"Il Consiglio di Stato ha notificato al dipartimento Mobilità di Roma Capitale l'ordinanza  che blocca il progetto per la realizzazione della corsia preferenziale di viale Marconi" ha dichiarato il consigliere capitolino subentrato a Michela Di Biase. "Ad oggi non sono state aperte le buste e pertanto non si conosce lo stato della pianificazione delle opere i cui lavori dovevano iniziare nel 2019 – ha aggiunto Giovanni Zannola - Tre giorni fa hanno notificato al Dipartimento l’ordinanza del Cds che sospende quindi anche l’aggiudicazione”.

Il progetto della preferenziale

L'opera, che aveva creato anche divisioni interne al Movimento 5 stelle locale, era sempre stata difesa dall'amministrazione capitolina. L'infrastrutura, da realizzare sfruttando lo square centrale dove abitualmente vengono posteggiate "a spina" le auto, doveva costare circa 4,4 milioni. Questo almeno è l'importo che, nella gara, è  stato messo a base d'asta. Nelle intenzioni dei suoi estensori, la corsia dedicata al trasporto pubblico sarebbe tornata utile per innestarvi il tram, collegando così la stazione ferroviaria di Trastevere con quella di San Paolo. Un intervento, quest'ultimo, che sarebbe arrivata successivamente ricorrendo ad eventuali finaziamenti governativi.

Roma Servizi per la Mobilità minimizza

Lo stop del Consiglio di Stato rimette in gioco tutto il progetto? Per Stefano Brinchi, presidente ed amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità, la partita è ancora aperta. "La decisione dei giudici amministrativi si basa su un aspetto formale che potrà essere agevolmente sanato se verrà confermato dal Tar che dovrà pronunciarsi nel merito" ha spiegato l'ingegner Brinchi.  Il numero uno di Roma Servizi per la Mobilità ha dichiarato che "le buste sono state aperte per ciò che riguarda le offerte tecniche. La commissione ha completato il lavoro di valutazione. Manca solo la valutazione delle offerte economiche che non è stata effettuata proprio a causa dell'ordinanza del Consiglio di Stato". I tempi comunque si allungano visto che, per sbloccare il progetto, è necessario ora attendere il pronunciamento del TAR.

Il futuro della preferenziale

Le difficoltà in cui è incappata la preferenziale di Marconi, non sono sfuggite agli ex amministratori locali. A destra come a sinistra le critiche per il passo falso appena registrato, non sono mancate. Anche tra le fila degli ex grillini c'è chi ha messo il dito nella piaga. "Avevo sostenuto che questo progetto fosse solo una scusa per far digerire il PUP" ha dichiarato Francesca Sappia. L'ex pentastellata, quando era ancora una consigliera della maggioranza, aveva apertamente contestato il progetto poi messo a gara. "Giocano con i soldi dei cittadini, soldi persi per un quartiere che ha bisogno di una bella messa in sicurezza. La speranza – ha concluso Sappia – è che con la prossima amministrazione si possa discutere di una preferenziale fatta bene". Se sarà così, a questo punto, non dipenderà più dalla classe politica che governa la città. Il destino della preferenziale di Marconi, ora, è nelle mani dei giudici amministrativi.

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