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Museo abusivo gestito dai rom: "Una provocazione per accendere i riflettori sull’ex Mira Lanza"

Tra le rovine dell'ex fabbrica di saponi di Marconi, è stato allestito il "MAGR". Completamento finanziato da 999Contemporary, il "museo abusivo" è solo il primo step d'un progetto complesso che mira a rilanciare lo spazio

E’ stato definito “il museo più affascinante e ripugnante del mondo”. L’intervento che è stato eseguito sull’ex stabilimento della Mira Lanza, ha ottenuto le recensioni più disparate. Agli apprezzamenti degli appassionati d’arte, hanno fatto da contraltare le critiche ricevute dalla stampa.

IL MAGR - “Qualcuno ha scritto che avevamo realizzato un museo abusivo gestito dai rom – ricorda Stefano Antonelli, Presidente dell’Associazione 999Contemporary  - ed allora ho pensato  che quella definizione, probabilmente velata da connotazione negativa potesse essere riutilizzata. Ed ho creato così l'acronomio  M.A.G.R.  Poi, giocando su quest’intuizione, abbiamo anche realizzato un video”.  La dissacrante ironia di Antonelli, ha funzionato. "Il video è riuscito ad imporsi, e così siamo stati invitati anche a Quelli che il calcio...". La trovata del M.A.G.R. è pertato servita ad attirare un'attenzione giudicata inferiore alle aspettative. “Eravamo convinti che dopo il lavoro svolto nel territorio ed a Tor Marancia con il Big Life City, l’operazione svolta a Marconi potesse andare diversamente – riconosce Antonelli –  noi abbiamo giocato sulla provocazione perché volevamo accendere i riflettori sull’ex Mira Lanza. Un posto bellissimo, su cui vale la pena investire. Ed infatti non abbiamo per niente rinunciato a farlo”.

L'INVESTIMENTO E L'OCCUPAZIONE - I costi dell'operazione denominata  "Ex Mira Lanza Museum" sono stati sostenuti interamente dall’associazione 999 Contemporary. “Lo abbiamo fatto mettendo a disposizione del progetto 30mila euro". Sono serviti a riempire i muri e le colonne dello stabilimento abbandonato, creando una galleria artistica che, a luglio 2016, è stata anche presentata ai media nazionali. Poi è intervenuta una novità. “Tre settimane dopo l’inaugurazione, siamo stati informati su facebook che alcune persone erano andate ad occupare l’ex stabilimento. Siamo andati a verificare ed abbiamo incontrato un uomo simpatico. Si chiama Tito ed ora vive lì con la moglie ed il figlio. Lo abbiamo nominato direttore del museo - asserisce Antonelli - e gli abbiamo dato la gestione del nostro catalogo, che ora vende ai turisti che vi si affacciano”.

IL PRESIDIO DI LEGALITA' - La presenza di Tito e della sua famiglia, non è la sola all’interno dell’ex Mira Lanza. “Sono arrivate altre persone e proprio ieri ho consegnato loro sacchi e pale, affinchè tengano in ordine lo spazio – spiega Antonelli – sembra paradossale, ma ormai sono divenuti un presidio di legalità: all'interno dell'ex Mira Lanza non accettano infatti tossicodipendenti e ladri, consapevoli del fatto che la loro presenza potrebbe portare allo sgombero dello spazio”. Per ora il destino dell'ex saponificio, è nelle mani di queste persone. Ma nel futuro della Mira Lanza c'è spazio anche per altro. "Abbiamo in serbo un progetto curato da un architetto importante. Vogliamo realizzarlo in 50 giorni: è un parco per bambini e ne abbiamo già iniziato a parlare con l'amministrazione  - spiega il Presidente dell'Associazione 999Contemporary -  Noi siamo disposti ad investirci, a realizzarlo a nostre spese. A condizione però che sia siglata una convenzione solida. Non vorremo ottenere un affidamento che poi viene disconosciuto dalla prossima amministrazione”. E' già successo in passato, proprio nell'ex Mira Lanza. "Stavamo per firmare con l'Assessore al Patrimonio, quando poi si è dimesso il Sindaco Marino" racconta Antonelli. La riqualificazione è saltata, o meglio, è stata ripensata. E si è trasformata in un museo affascinante e fatiscente. In perfetta sintonia con lo stabilimento che lo ospita.

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