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Cie di Ponte Galeria: "Quattro nigeriani pestati dalle forze dell'ordine"

La denuncia è dell'assessore provinciale di Sinistra e Libertà Gianluca Peciola: “Dopo l'episodio sono stati portati via ancora sanguinanti, non si sa dove. Presenterò un'interrogazione perchè venga fatta chiarezza”

Quattro nigeriani sarebbero stati pestati dalle forze dell'ordine all'interno del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. La denuncia è del consigliere provinciale di Sinistra e Libertà Gianluca Peciola che ha raccolto il racconto di un giovane maghrebino anch'egli ospite del centro.

I quattro nigeriani erano in attesa del pronunciamento del giudice di pace sulla richiesta di asilo politico. Peciola ha annunciato un'interrogazione per far luce sulla vicenda. "Presenterò un'interrogazione perché venga fatta piena chiarezza. Tra l'altro, abbiamo appreso dal giovane magrebino, che i quattro nigeriani, dopo l'episodio narrato, sono stati portati via ancora sanguinanti, non si sa dove".

Il consigliere provinciale, conferma quella che era stata la denuncia fatta dal consigliere Regionale Peppe Mariani (Il Cie è una discarica umana dove i diritti sono sospesi): "I Centri di identificazione ed espulsione sono luoghi di sospensione dei diritti fondamentali della persona, a causa di una legislazione corrente disumana. Come Sinistra e Libertà continueremo a batterci perché i Cie, che sono dei veri e propri luoghi di detenzione, in cui le persone vengono rinchiuse senza aver commesso alcun reato, vengano chiusi".

Nei giorni scorsi anche il presidente Piero Marrazzo aveva visitato la struttura: “La mia impressione”, ha detto al termine delle visita, “è che c'è molto lavoro da fare, il rischio di allungare i tempi di permanenza qui dentro sono molto alti. Bisogna lavorare per le strutture affinché mantengano un sistema di accoglienza decorosa".

Al 10 giugno erano 302 le persone ospitate all'interno del Cie di Ponte Galeria. Si tratta di 187 uomini e 115 donne, maghrebini e nordafricani le etnie maggiormente presenti, oltre a loro algerini, tunisini, nigeriani, marocchini, rom nati in Italia, albanesi e palestinesi.

Marrazzo ha poi concluso ricordando che "come presidente di Regione valuterò le forme per sostenere l'impegno che vada nella direzione di dare segnali di maggiore umanità".

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