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Valle Galeria, i cittadini si preparano alla mobilitazione: “Non vogliamo la seconda Malagrotta”

L’11 gennaio decine di associazioni e comitati si sono dati appuntamento in via di Ponte Galeria per protestare contro la decisione di realizzare una discarica a Monte Carnevale

L’ordinanza sui rifiuti, firmata da Zingaretti lo scorso 28 novembre, ha esaurito i suoi compiti. Comune e Regione, mai come in questo momento, sono allineate sul da farsi. Da parte del Campidoglio non c’è stato nessun passo indietro. E’ il sito di Monte Carnevale quello destinato ad ospitare la nuova discarica di Roma. 

La contestazione 

La Sindaca non ha ascoltato le obiezioni neppure dei rappresentanti grillini. Ed in piazza, per contestare la decisione di ricorrere ancora alla Valle Galeria, è destinata a trovare Mario Torelli, l’ex Minisindaco del Municipio XI. In sua compagnia potrebbe esserci anche la presidente del  traballante Municipio XII Silvia Crescimanno. Ma soprattutto all’incrocio tra via della Pisana e via di Ponte Galeria, sabato 11 gennaio, ci saranno moltissimi cittadini, associazioni e comitati di zona. Sono realtà che, da anni, si battono per la salvaguardia ed il ripristino ambientale di tutto il quadrante.

Il risanamento mai avvenuto

“L’unico intervento che qui è ammissibile – fanno sapere gli  attivisti del Comitato Valle Galeria Libera -  è quello volto al risanamento ed alla bonifica delle decennali devastazioni”. Una richiesta che arriva da lontano e che mira a garantire sia il rispetto del “diritto alla salute pubblica degli abitanti” che la “restituzione di un habitat alle specie animali e vegetali”.

Un'area da proteggere

“Alla manifestazione aderiamo anche noi e per diverse ragioni – avverte Alessia De Lorenzis, responsabile LIPU nell’Oasi di Castel di Guido – Malagrotta è stata per decenni la mangiatoia di specie, come i gabbiani e le cornacchie, che grazie all’enorme disponibilità di cibo sono proliferate. Oggi ci lamentiamo perchè sono diventati animali problematici”ha osservato la responsabile LIPU. Un problema che rischia di acuirsi con l'apertura di una nuova discarica. C'è però anche un altro motivo per cui la LIPU scende in piazza. A poche centinaia di metri da Monte Carnevale, c’è un sito d’interesse comunitario. Si tratta della riserva naturale di Macchia Grande. “E’ una zona di conservazione speciale, al cui interno vivono tante specie di mammiferi e di volatili. Per questo andrebbe ulteriormente tutelata, ed invece rischia di dover convivere con un'altra discarica”.

"Ci sentiamo prigionieri"

La contesta degli ecologisti si salda a quella di chi abita nelal zona. “Siamo rimasti scioccati dalla scelta di fare una nuova discarica nella Valle Galeria, un’area della quale, da anni, attendiamo un risanamento – ha dichiarato Monica Polidori, del Comitato di Quartiere Monte Stallonara – noi abitiamo a 2 chilometri di distanza, in una zona dove le case, come abbiamo più volte denunciato, sono state costruite sui rifiuti. Il pensiero che ora, difronte a quella che è stata la più grande discarica d'Europa, ne possano aprire un'altra ci lascia di stucco. E non possiamo neppure andarcene" per la particolare condizione in cui si trovano gli abitanti di quel piano di zona, "perché non possiamo né affittare né vendere i nostri appartamenti. Ci sentiamo quasi prigionieri”.

La battaglia legale

La cava individuata per ospitare la nuova discarica di Roma non viene contestata solo da  ecologisti, cittadini e comitati di zona. Da tempo, l'associazione Raggio Verde, sta conducendo una battaglia legale finalizzata al risanamento di tutto il quadrante. “Insieme agli avvocati Vittorina Teofilatto e  Daniela Terracciano, dal 2012 stiamo cercando di  tutelare l’area della Valle Galeria. Per noi – ha precisato l’avvocato Alessandro Di Matteo –  è inaccettabile anche soltanto l'idea che questa zona, ricca di bellezze naturali, venga automaticamente associata alle discariche ed ai rifiuti". Sul piano legale Raggio Verde ha già impugnato la valutazione d’impatto ambientale rilasciata alla New Green Srl per la discarica di inerti. “Il sito è stato autorizzato a trattare fino a 300metri cubi di percolato al giorno” ha ricordato Di Matteo. Una quantità enorme secondo Raggio Verde, anche perchè “i rifiuti inerti sono essenzialmente stabilizzati”. Una prova del fatto, secondo i legali, che l'autorizzazione rilasciata dalla Regione era il classico "cavallo di Troia". Un passaggio propedeutico in vista della successiva trasformazione del sito in una discarica di servizio.

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Raccolta differenziata e discariche

All'angolo tra via della Pisana e via di Ponte GAleria, l'11 gennaio, ci sarà anche Zero Waste Lazio ed il suo presidente Massimo Piras. L'unico modo per evitare di creare discariche, come quelle previste a Monte Carnevale, è puntando ad aumentare la raccolta differenziata".Ma nella Capitale, nel corso dell'ultimo anno, è addirittura dimunuità la percentuale. "Noi abbiamo presentato due delibere d'iniziativa popolare. La prima era stata anche sostenuta dai Cinque Stelle che però, poi, non hanno fatto nulla per implementarla" ha spiegato Piras. Nell'ultima versione, la delibera propone di aumentare l'autonomia dei municipi, di decentrare risorse e mezzi di Ama e di puntare su un piano industriale che prevede di trattare e smaltire i rifiuti in tutti i municipi, esclusi quelli del centro storico. "Alla fine di questo processo - ha riconosciuto il presidente di Zero Waste Lazio -  per smaltire i rifiuti indifferenziati che oggi superano il milione di tonnellate l'anno, serviranno comunque delle piccole discariche di servizio". Quello che non serve, per tutte le realtà  che si sono date appuntamento sabato 11 gennaio, è creare un'altra a poca distanza da Malagratotta. Dopotutto, come si sente ripetere da anni "la Valle Galeria ha già dato". 

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