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Valle Galeria, mai più discariche: il Municipio cerca la sponda del Campidoglio

Il M5s e Fratelli d'Italia chiedono al presidente Torelli di attivarsi per ottenere la "variazione di destinazione d'uso urbanistica delle aree industriali attualmente inutilizzate".

Un'ex cava presente nella Valle Galeria

Il Municipio prova a blindare il futuro della Valle Galeria. Nell’area, caratterizzata da una massiccia presenza di siti industriali, il rischio di aprire nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti è sempre in agguato. Per prevenirlo il M5s, d’accordo con Fratelli d’Italia, ha deciso di portare in aula una mozione.

LA DESTINAZIONE INDUSTRIALE - Si parte dalla conta di siti che, in caso di “incidente rilevante” potrebbero essere colpiti secondo un “effetto domino”. Non c’è solo la discarica di Malagrotta. Nell’area è presente una raffineria, alcune cave, un bitumificio, un cementificio e molte altre attività di tipo industriale. D’altra parte, come viene ricordato nel documento votato in Consiglio municipale, “l’intera zona della Valle Galeria è una delle poche aree all’interno del Comune di Roma che, da Piano Regolatore Generale, ha la destinazione d’uso industriale”. Il territorio però è già stato vessato. I consiglieri municipali ricordano d'altra parte anche l'“effetto domino” sperimentato in occasione dell’alluvione del febbraio 2014.

LA DIFESA DEL QUADRANTE -  Come la Mozione sottolinea, i cittadini “si oppongono alla realizzazione di qualsiasi nuova impiantistica e sollecitano il risanamento ambientale dell'intero territorio”.  Per questo, il presidente Torelli e la sua Giunta, sono stati investiti dell’onere di attivarsi “al fine di avviare urgentemente le pratiche per la Variazione di destinazione d’uso Urbanistica delle aree industriali attualmente non utilizzate della Valle Galeria escludendo così qualsiasi nuovo tipo d’impianto nell’area”. Contestualmente, si chiede di “attivare un Tavolo con i cittadini e le istituzioni al fine di sollecitare in modo partecipato il ripristino ambientale della valle”. Nella difesa del quadrante, la sponda del Campidoglio è già stata sperimentata. Naturale dunque che  l’amministrazione Torelli, proverà a cercarne di nuovo il  decisivo supporto. 

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