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Monti dell’Ortaccio, parola alla Colari: “Mai occultato il laghetto”

Per l'azienda proprietaria della discarica di Malagrotta, sul sito di Monti dell'Ortaccio non è mai stato occultato il laghetto, o meglio l' "acquifero superficiale"

Dalla pagina facebook del gruppo "Salviamo il laghetto di Monti dell'Ortaccio"

Il laghetto a Monti dell’Ortaccio c’era. E la Colari non l’ha mai negato. Anzi, chi sostiene il contrario scrive falsità. E va incontro all’azione legale dell’azienda. Questo in estrema sintesi è il comunicato che, nel pomeriggio di giovedì 11 agosto,  la società  ha diramato.

L'ACQUIFERO SUPERFICIALE - L’avvocato Candido Saioni, che della Colari è il presidente, fa riferimento “a quanto comparso in data odierna sulla stampa romana circa il fatto che nel progetto per la discarica di Monti dell’Ortaccio sia stata ‘volutamente nascosta la presenza di un laghetto profondo 6 metri”. Le cose, per il numero uno dell’azienda di Cerroni, stanno diversamente. “E' doveroso precisare che la documentazione progettuale prodotta per l’ottenimento dell’autorizzazione, e che ha conseguito l’approvazione da parte di tutti gli Enti Competenti, in oltre 1.500 pagine di testo e oltre 40 elaborati grafici, riporta una dettagliata descrizione di detto laghetto, tecnicamente meglio definibile come “acquifero superficiale”.

LE CITAZIONI - C’è anche un dato numerico che viene citato a supporto della tesi di Saioni. “Il laghetto – ricorda il Presidente della Colari - risulta indicato e rappresentato in 48 occasioni e nello specifico in 11 Elaborati grafici allegati alle differenti relazioni e citato almeno 37 volte all’interno del corpo documentale.

I CONTINUI RIFERIMENTI - Anche a fronte delle citazioni ricordate, “ci si meraviglia di come si sia potuti giungere ad affermare che nel progetto sia stata nascosta la presenza di un laghetto”. Al contrario, sottolinea l’avvocato Saioni, ci sarebbero a supporto “dovizia di elementi e specifici approfondimenti, come per esempio quale ad esempio il capitolo Tombamento del laghetto”, relativo alle modalità di tombamento dello stesso all’interno dell’opera da realizzare”. Inoltre, il Presidente della ColarI “ribadisce che tutti questi elementi erano stati dettagliatamente approfonditi ed approvati dagli Enti Competenti nel corso delle Conferenze dei Servizi”. Cosa che “ha condotto, infine, all’approvazione del progetto”. Di conseguenza chi ha scritto il contrario  ha sostienuto delle falsità. Ma a questo - ha concluso l'Avvocato SAioni -
 

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