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Emergenza rifiuti, opposizione sugli scudi: "No al sito di Ponte Malnome". Il M5s resta in silenzio

Per "la trasferenza" di 300 tonnellate di rifiuti al giorno Ama punta sull'impianto di Ponte Malnome. In estate il Municipio XI aveva chiesto la riqualificazione della zona. Ora nel M5s bocche cucite

Il deposito aziendale di Ponte Malnome

Il Movimento Cinque Stelle non si esprime. Non trapelano commenti sulla scelta scelta di trasferire fino a 300 tonnellate al giorno di rifiuti nel sito di Ponte Malnome. I pentastellati, in passato in prima linea nella difesa della Valle Galeria, restano in silenzio. 

Il silenzio del M5s locale

"Non ho dichiarazioni da fare al momento – ha commentato il presidente del Municipio XI Mario Torelli – la situazione è in evoluzione". Resta con la bocca cucita anche l'assessore municipale all'Ambiente Giacomo Giujusa, un trascorso da attivista impegnato proprio nella difesa di quel territorio. Nell'area, come all'ex discarica di Malagrotta, è presente un impianto di trattamento di biogas, una linea del gassificatore di Malagrotta, gli impianti TMB, un'area dismessa dall'Eni  ed un inceneritore non più in funzione di rifiuti ospedalieri.

Le rassicurazioni di Ama

"Il punto logistico non sarà assolutamente utilizzato come sito di stoccaggio, ma solo per attività di scarico e carico immediato su altri mezzi, che devono raggiungere velocemente gli impianti di trattamento di destinazione – si è premurata di far sapere Ama, aggiungendo che – ogni sera l’area sarà libera di rifiuti e completamente ripulita con lavaggi ad hoc". Le rassicurazioni, unite alla promessa di usare il sito aziendale di Ponte Malnome "sei mesi al massimo" non hanno però fatto breccia.

I timori della Lega

"Viene definito centro di smistamento ma in realtà si tratta di una vera e propria discarica. Una discarica definita temporanea: altra falsità inaccettabile – incalza il dirigente leghista Fabrizio Santori– Chi per anni ha combattuto fianco a fianco con i residenti di quelle aree, intossicati dai miasmi provenienti dalla discarica di Malagrotta e dalle decine di camion transitanti nel quadrante, non può che trovare assurdo e imbarazzante il silenzio del Movimento 5 Stelle. Ora alla prima vera emergenza utile, dopo l’incendio del Tmb Salario, l’area della Valle Galeria torna ad essere la latrina di Roma dove tutto potrà essere scaricato". Sulla stessa linea i consiglieri leghisti  Catalano e Picone che intravedono " il rischio che, la scelta del sito di Ponte Malnome, possa rappresentare un nuovo apripista per far tornare i rifiuti in pianta stabile nella Valle Galeria".

Riqualificare la Valle Galeria: impegno disatteso

Per Ama nella scelta di Ponte Malnome "non vi è alcun motivo di preoccupazione per questa attività tecnica e utilizzazione logistica, resasi necessaria per l'incendio al TMB Salario". Nel territorio c'è chi però la pensa diversamente. "Quest'estate avevamo tutti votato un atto, di cui sono stato il primo firmatario, che chiedeva di non ricorrere più agli impianti della Valle Galeria" ricorda il consigliere democratico Angelo Vastola. La mozione prevedeva anche di chiedere alla Sindaca d'impegnarsi per la riqualificazione e la bonifica della zona.

Un'area esposta al rischio idrogeologico

"Anche i grillini avevano votato quel documento, eppure ora restano in silenzio. Quel sito – avverte Vastola – non è adatto, perchè sta in un'area esposta a rischi idrogeologici e l'allagamento del  febbraio 2014 lo dimostra". In quell'occasione i rifiuti ospedalieri vennero trascinati dall'acqua fuori dal deposito in cui erano stoccati. Anche per questo, come si sente spesso ripetere dai rappresentati istituzionali diq uel territorio, in tema di rifiuti la Valle Galeria ha già dato. Le proteste sono quindi comprensibili anche se resta il problema di trovare un modo per fronteggiare la distruzione del TMB Salario. I rifiuti hanno già cominciato a depositarsi nelle strade della Capitale. Ed in assenza di soluzioni, il quadro non può che peggiorare.

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