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Piana del Sole, bocciato il progetto del nuovo ponte: via Sabbadino resta chiusa

Il Consorzio di Bonifica del Tevere ha respinto la richiesta del ponte che doveva subire quello lesionato nel 2018. Vastola (PD): "Il territorio resta tagliato fuori dal collegamento ferroviario e autostradale"

E' trascorso quasi un anno dalle lesioni riportate al ponte di via Sabbadino. L'infrastruttura, realizzata nel lontano 1929, non ha resistito ai danni causati, lo scorso novembre, alle balaustre ed ai cordoli divelti. 

Un problema annoso

Da una decina di mesi, per chi abita a Piana del Sole, l'unico collegamento possibile con la vicina stazione ferroviaria "Fiera di Roma" resta un passaggio pedonale. Il problema non riguarda soltanto i residenti. Con la chiusura di via Sabbadino infatti, è diventato anche più complicato raggiungere la zona commerciale di Fiumicino. Un problema destinato a persistere.

Il ponte bocciato

In conferenza dei servizi, il Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano ha infatti bocciato il progetto del nuovo ponte che l'amministrazione aveva in mente di realizzare.  "Crea ostacolo al libero deflusso della piena" si legge nel documento "aggravando le condizioni di pericolo per la pubblica incolumità dei territori limitrofi".

Il tempo perso

"Resto basito – ha commentato Angelo Vastola, già consigliere municipale del Partito democratico – la viabilità resta precaria, inadeguata. Di fatto per un territorio a rischio idrogeologico è stato redatto un progetto che, tecnicamente, non era conforme". Il ponte prefabbricato, stando agli atti della conferenza dei servizi, è stato in effetti giudicato negativamente.  "Ciò significa -  ha aggiunto Vastola - che si sono persi dei soldi nel farlo preparare ed anche del tempo. E così ne paga le spese un quadrante, tagliato fuori dal collegamento ferroviario ed autostradale".

La somma urgenza ed il vaso di Pandora

Al di là della bocciatura, formalizzata il 4 settembre in conferenza dei servizi, sono contestate anche le modalità con cui il municipio prima ed il Campidoglio poi hanno affrontato la questione. "Quella è una zona a rischio idrogeologico. Lì andava aperta una procedura di somma urgenza -ha obiettato il consigliere democratico -  invece si è scelta un'altra strada che ha portato all'apertura di un vaso di Pandora". Si è infatti reso necessario l'acquisizione al patrimonio capitolino del ponte e di alcune strade attigue. Un procedimento formalmente  corretto ma, nei tempi, più lungo da espletare. Quanto sia più lungo però, al momento, non è dato saperlo. Resta la secca bocciatura del ponte prefabbricato.

La replica del presidente Torelli

"Preso atto della disinformazione generata da alcuni ex consiglieri sulla sostituzione del ponticello di via Sabbadino, è necessario fare chiarezza. Non appena rilevata la criticità, a fine ottobre 2018, sono stati prontamente allertati tutti gli Uffici preposti che hanno portato all'attivazione di un nuovo Piano di emergenza della Protezione Civile per garantire la sicurezza del territorio in caso di calamità. Sono state avviate immediatamente le necessarie verifiche strutturali (completate a gennaio 2019) che hanno confermato la necessità di sostituzione del vecchio manufatto, in quanto fatiscente e pericolante a causa di decenni di abbandono. È importante precisare che non vi erano i requisiti di legge per aprire una "somma urgenza" in quanto e' un istituto che si può utilizzare solo in caso di estrema e motivata necessità e che risponde ad una normativa stringente, pena il reato di procurato danno erariale, e che non permette alcuna deroga alle procedure. Inoltre erano disponibili i fondi ordinari e non abbiamo avuto difficoltà a garantire i necessari importi a bilancio. Chi invoca la somma urgenza non ne conosce il funzionamento e ciò non stupisce dato il debito pregresso ereditato. Nel mese di marzo sono stati acquisiti a patrimonio comunale dal Cbtar i ponti e le strade sulle direttrici principali di Piana del Sole. Questo permette a Comune di Roma e Municipio di garantire anche la manutenzione straordinaria interrompendo lo stato di abbandono delle infrastrutture primarie. Per permettere la sostituzione del ponte è stata concordata la messa in opera di un ponte provvisorio in metallo che il Municipio acquisterà e potrà riutilizzare in futuro. Il progetto è stato pertanto affidato, predisposto e portato in Conferenza dei Servizi per le necessarie verifiche e valutazioni. Il Cbtar non si è presentato alle sedute, limitandosi ad esprimere un diniego scritto su un ponte considerato erroneamente definitivo. È stato pertanto indetto un nuovo incontro all'inizio della prossima settimana per chiarire l'equivoco ed entrare nel merito delle prescrizioni al progetto. È utile precisare che il progetto provvisorio prevede la costruzione di un ponte alla quota attuale mentre il ponte definitivo dovrà essere rialzato dal piano di campagna con i problemi di raccordo alla viabilità esistente che si possono facilmente immaginare. Entrando in questa logica Piana del Sole sarebbe tutta da rifare. È però in corso di espletamento lo studio per la mitigazione del rischio idrogeologico per il territorio di Piana del Sole da parte del comune di Roma che prevederà soluzioni per superare anche queste problematiche".

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