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"La Valle Galeria ha già dato": la petizione contro le discariche approda in Europa

Appello all'U.E. per difendere la Valle Galeria dalla realizzazione di nuovi impianti: "Abbiamo censito 40 specie di uccelli ed abbiamo un sito d'interesse comunitario a 160 mt dalla discarica autorizzata dalla Regione"

Nella foto l'ex cava di Monte Carnevale destinata ad ospitare impianto di inerti

I residenti della Valle Galeria ci riprovano. All'Unione Europea è arrivata una nuova petizione. La seconda nel giro di sette anni. Questa volta gli abitanti del quadrante compreso tra i Municipi XI e XII, chiedono d'intervenire per preservare un territorio già vessato.

La petizione

La raccolta firme, già accolta dall'apposita commissione comunitaria, rappresenta una sorta di memorandum. E' un elenco delle tante realtà industriali che sono state realizzate nella valle. Ma è soprattutto un invito a preservare il territorio da minacce che possano comprometterne le qualità paesaggistiche ed ambientali. A partire dall'impianto, già autorizzato dalla Regione Lazio, che è previsto nella cava dismessa di Monte Carnevale. 

Il valore naturalistico dell'area

"In questa valle, dove accade l'impensabile  – si legge nella petizione – le ultime parti intatte dell’Agro Romano, vengono fatte sparire o sono minacciate. Come nel caso del progetto di 'Discarica di Amianto ed Inerti' a 165 metri dal confine del SIC (sito d'interesse comunitario ndr) Macchia Grande di Ponte Galeria in una ex cava dismessa da anni e non ripristinata". Per ora la  positiva Valutazione d'Impatto Ambientale rilasciata dalla Regione, ha riguardato solo gli inerti. Ma c'è il timore che possa essere autorizzato in futuro il conferimento anche di altri rifiuti. In tal modo quell'ex cava, finirebbe con il trasformarsi in una discarica di servizio.  Oltre al sito di Macchia Grande, viene fatto notare, parte della Valle Galeria rientra anche nella Riserva Statale del Litorale Romano.

Impianti industriali realizzati nella valle

"In questa valle abbiamo appena censito e fotografato quaranta specie di uccelli – ricorda Emanuela D'Antoni, la cittadina che ha inoltrato il documento all'UE – abbiamo inviato anche queste informazioni insieme alla petizione, in modo da fornire il quadro più completo possibile". Nel documento vengono ricordati anche tutti gli impianti che sono stati realizzati nella Valle Galeria. Lì, negli anni sessanta, è stata realizzata la "più grande Raffineria del centro sud, con sistemi di oledotti che ttut tuttora percorrono, sotterrati e non, chilometri di campi agricoli". E nel tempo si sono aggiunti un "inceneritore dei rifiuti chiuso nel 1984 per intervento della magistratura, sostituito  da un altro, definito più avanzato tecnologicamente, adibito all'incenerimento di rifiuti speciali ospedalieri di tutte le regioni del centro-sud", anch'esso dismesso. A questi impianti, dal 1974 fino a 2013, si è sommata la presenza della discarica di Malagrotta,  un impianto di trattamento di biogas, una linea del gassificatore sempre a Malagrotta e gli impianti TMB

"La Valle Galeria ha già dato"

"Abbiamo riportato – spiega D'Antoni, la cittadina che ha inoltrato la petizione – tutti gli articoli della Carta Europea dei diritti dell'uomo che vorremmo ci fossero garantiti . La nostra speranza è che dall'Europa possa arrivare un segnale concreto. Un aiuto ad un territorio cui si continua a ricorrere per gestire tutte le emergenze rifiuti della Capitale". Com'è successo dopo l'incendio del TMB Salario, quando si è deciso di autorizzare il cosiddetto "sito di trasferenza" di Ponte Malnome.  "La Valle Galeria ha già dato" continuano a ripetere i residenti. Ora, grazie alla petizione,  lo sanno anche in Europa.

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