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Malagrotta, 4 anni dopo la chiusura della discarica: dal capping al cappio per la Valle Galeria

Chieste spiegazioni sul "capping" di Malagrotta

La discarica di Malagrotta

Malagrotta da quattro anni è in attesa del "capping". Un anglicismo che ormai è divenuto di utilizzo comune nella Valle Galeria. Cosa significhi esattamente non è chiaro. Genericamente lo si associa ad una "copertura" dell'ex discarica Malagrotta. Qualcosa che serva a mitigarne l'impatto visivo, trasformando l'accumulo di 30 anni di rifiuti indifferenziati, in una verde collina. Questa è la speranza. La realtà però potrebbe essere diversa.

Le domande sul piatto

Il tema è stato recentemente affrontato nella commissione ambiente della Regione Lazio. In quel contesto, fa sapere  il consigliere M5s Devid Porrello "l’assessore Buschini ha annunciato l’imminente approvazione del progetto di 'capping', ossia della copertura definitiva della collina di rifiuti, senza però spiegarne il contenuto e, soprattutto, senza sciogliere i nodi cruciali legati all’eventuale ulteriore conferimento di rifiuti in discarica". La questione non è di poco conto. Porrello ha spiegato che "si è formato un avvallamento sulla sommità della discarica". Ed ora si pone il problema di sapere come verrà ricoperta, perchè "si potrebbe aggiungere un ulteriore e cospicuo conferimento di scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti per colmare" questo avallamento. Da qui l'esigenza di sapere "quale sia il progetto definitivo scelto per la copertura della discarica,  quali materiali verranno utilizzati per farlo e in che quantità". Questioni affrontate in un'apposita interrogazione presentata dal M5s in Regione Lazio.

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Dal capping al cappio intorno alla Valle Galeria

A distanza di quattro anni dalla sua laborioso chiusura, il destino della collina di Malagrotta non è dunque affatto chiaro. In attesa del "capping" e di capire in cosa consista, intorno alla Valle Galeria si è però stretto un "cappio". L'area infatti è oggetto di attenzione da parte di quanti non hanno rinunciato a considerarla una sorta di "paradiso perduto".  Oltre alla discarica di Malagrotta, nella Valle Galeria sono presenti un impianto di trattamento di biogas, una linea del gassificatore di Malagrotta, gli impianti TMB, un inceneritore non più in funzione di rifiuti ospedalieri ed  un'area dismessa dall'Eni in dismissione. Nel sito di Monte Carnevale, sempre nella stessa zona, è stata formalizzata inoltre la richiesta di crere una discarica di rifiuti contenenti amianto. E, ciliegina sulla torta, la Total vorrebbe utilizzare il sito dell'ex Raffineria di Roma, per trasportare con 170 camion al giorno, il greggio lucano estratto a Tempra Rossa.  Nella valle continuano però a vivere delle persone. Alcune la popolano da quando l'area era una bellissima campagna, destinata solo alle coltivazioni. Da allora il quadro è molto mutato e la convivenza si è resa difficile. 

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