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Colle del Sole e Portuense: gli immobili dimenticati dall'INPS restano nel degrado

Nei due quartieri sono presenti altrettanti edifici di proprietà dell'INPS, da anni restano inutilizzati. Palma: "Sono degli sprechi, invio segnalazione alla Corte dei Conti"

Due immobili inutilizzati con due storie differenti. Uno si trova in zona Portuense, l'altro tra Corviale ed il Trullo. Nella diversità le due strutture presentano preoccupanti analogie. La prima è conseguenza del fatto che, essendo lasciate senza un utilizzo, hanno finito con il degradarsi. La seconda è data dalla prorprietà, in entrambe i casi dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Gli spreco

"Via Luigi Bartolucci al Portuense e via Magliani,  tra Corviale ed il Trullo – ricorda il consigliere Marco Palma –  rappresentano due situazioni dove la proprietà pubblica INPS non riesce, a distanza di oltre 35 anni la prima e da ormai tre anni per la seconda, nè a produrne un reddito nè ad eliminare tutte le fonti di degrado e pericolo che, purtroppo, il mancato utilizzo alimentano".

L'ex scuola di via Bartolucci

Occasionalmente i due edifici finiscono per riempire la pagine della cronaca cittadina. La struttura di via Bartolucci "viene occupata sistematicamente ad ogni campagna elettorale – sottolinea il consigliere Palma (FdI) –  magari per dimostrare l'incapacità di chi ha avuto opportunità di governo in quella fase". Si tratta di un vecchio plesso scolastico, in disuso dagli anni 80. "Solo un piccolo intervento della Regione Lazio creò qualche modifica per poterci realizzare un centro di avviamento professionale – fa notare Marco Palma – ma è poi stato lasciato cadere nel vuoto cosmico della burocrazia".

L'occupazione del "Bartolo"

L'ultima occupazione è avvenuta nell'inverno del 2016, "dopo 30 anni di abbandono " ricordava Officine Italia Blocco Sociale.  In quell'occasione la formazione giovanile di destra, si era dichiarata interessata "prendersi cura dell'area", caratterizzata da un'ampio spazio verde ma anche da "un mostro di cemento, fatiscente e degradante". Il "Bartolo" come era stato appellato l'edificio, nel volgere di pochi giorni tornò all'oblio a cui, quasi ininterrottamente, per tre decadi era stato confinato.

Il timore per l'amianto

Per l'edificio di via Magliani invece l'abbandono rappresenta un fenomeno più recente. Ma non per questo ha destato una minore apprensione. Nell'estate del 2015 i residenti si sono lamentati per la salubrità della struttura. Erano infatti i preoccupati che all'interno dell'immobile fosse presente il temuto asbesto. Per questo Giulia Fainella (PD) allora presidente della commissione Lavori Pubblici del Municipio XI, aveva scritto alla Asl RmD ed alla Polizia Locale. Ad entrambe aveva rivolto l'invito di  "verificare la consistenza di amianto eventualmente presente e l'indice di degrado dello stesso". Eppure, dichiara oggi Fainella, "quella risposta non è arrivata".  Il degrado di via Magliani ha una storia più recente. Si tratta infatti di una zona commerciale, sempre di proprietà dell'ente guidato da Tito Boeri."Come l'altra struttura– sottolinea Palma – anche questa è esposta al rischio di occupazione".

Le risorse pubbliche

Il mancato utilizzo dei due edifici, a distanza di anni, configura un danno. Per il territorio, che ne denuncia le condizioni di abbandono. Ma anche per le casse dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Ed inevitabilmente questa scelta finisce per alimentare delle proteste. "Non è possibile dover subire riforme pensionistiche peggiorative quando poi ci sono degli immobili che potrebbero essere messi a reddito dall'INPS" fa notare il consigliere Palma che per non far cadere nel vuoto la protesta annuncia "un atto in municipio, una lettera aperta all'istituto di previdenza sociale ed una segnalazione alla Corte dei Conti". Serviranno a cambiare il destino dei tre immobili? Impossibile stabilirlo. Ma almeno la questione è tornata all'attenzione dell'opinione pubblica.

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