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Trullo: viaggio nei lotti Ater, tra scantinati inagibili e giardini dimenticati

Nei lotti del Trullo la manutenzione è inesistente

Giallo paglierino, di due o tre piani. Le palazzine che affacciano su viale Ventimiglia sono facilmente riconoscibili. Alcune portano anche i vivaci colori di pittori anonimi. Altre sono affrescate con i murales di apprezzati street artist. A giudicarli dall'esterno, gli alloggi Ater del Trullo, appaiono ordinati, puliti. Lontani anni luce dagli immobili di edilizia residenziale che l'azienda ha dislocato in altri quartieri di Roma sud, da Spinaceto al Laurentino. Se però l'osservazione si spinge oltre la facciata, si scopre che i problemi sono ovunque gli stessi.  

Le cantine inagibili

Gli immobili di proprietà dell'Ater, al Trullo affacciano su tre strade. Una prende il nome del quartiere, l'altra è la citata viale Ventimiglia. La terza è via di Monte Cucco. "Sono complessivamente una ventina di lotti  popolati da circa cinquemila persone. E la metà di loro – incalza  il Comitato di Quartiere la Torretta del Trullo – hanno le cantine inagibili". Il problema è diffuso ed è stato ampiamente comunicato all'azienda territoriale di edilizia regionale. "L'Ater lo sa bene – spiega Paolo Passeri, presidente del Comitato di Quartiere – un anno e mezzo fa l'allora commissario Rosi, rispondendo ad una nostra email, ha scritto che a breve avrebbero trovato la ditta per effettuare la manutenzione ordinaria. Era gennaio del 2016 ma da allora non si è più visto nessuno". Gli allagamenti, a detta dei residenti, sono causati proprio da un sistema fognario vetusto. "In alcuni scantinati quando piove entra l'acqua, ma è chiaro che succeda: parliamo di lotti creati 90 anni fa e senza manutenzione è quasi inevitabile" fa notare il presidente del Comitato di Quartiere.

La manutenzione degli spazi comuni

I problemi non riguardano soltanto i seminterrati. Basta percorrere pochi passi dalla sede del CdQ, per rendersi conto che la manutenzione non viene proprio realizzata. Il marciapiede, all'interno dei lotti, risulta spesso sconnesso. L'illuminazione è affidata a corrugati che corrono ad un metro d'altezza. Facilemente raggiungibili dall'immancabile azione dei vandali. Ci sono lampioni che si reggono sfidando sia il tempo che la forza di gravità. Tra l'altro inutilmente, visto che in alcuni mancano anche le lampadine. C'è però chi prova a residere. Come un residente che, nel lotto 7,  ha riempito di piante grasse un giardin. "Qui il verde lo curiamo noi" spiegano alcuni aderenti del Comitato di Quartiere "l'Ater interviene soltanto in condizioni estreme, d'emergenza". Ci sono dei pini bellissimi che superano in altezza i palazzi. A quelli non provvede nessuno e le loro foglie aghiformi, cadendo, finiscono per intasare le grondaie.

I murales e le ingiustizie

Eppure, in bolletta c'è  una capitolo di spesa dedicato alla "manutenzione ordinaria". Al Trullo, come negli altri quartieri di Roma dove l'Ater è presente, c'è chi non paga per il proprio alloggio. Non è un mistero. Ma chi paga, versa anche la quota per la manutenzione. E poi deve provvedere a potare le piante, tagliare le erbacce, sostituire le lampadine. A ben vedere, i murales abbeliliscono le facciate. Ma non eliminano le ingiustizie.

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