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Marconi, gettano rifiuti nel Tevere in pieno giorno: sorpresi dalla Protezione Civile

Filmata con il cellulare la nascita di una discarica abusiva in zona Marconi. Sisto (Ass. GSS): “Scempio incontrollato con un fiume già in sofferenza”

I rifiuti lasciati sulla sponda Marconi del Tevere

Non c’è pace per il Tevere. Sulla sponda Marconi, a poca distanza dalla banchina dove sarà allestito Tiberis, lunedì 6 luglio è stata individuata una discarica.  

Lo sversamento in diretta

Intorno alle quindici di lunedì 6 luglio, il presidente del Gruppo Sommozzatori della Protezione Civile, ha filmato con uno smartphone lo sversamento di rifiuti. “Eravamo andati sul posto per documentare un incendio avvenuto sotto lungotevere Gassmann ed abbiamo notato questo scempio incontrollato – ha dichiarato Claudio Sisto, presidente del GSS – non ho più aggettivi per descrivere l’accaduto”.

L'incredulità

Il fiume, che nel corso degli ultimi giorni ha dovuto fare i conti con una nuova moria di pesci, torna a scontrarsi con vecchi fantasmi. “Stavano sversando questi rifiuti, provenienti da chissà dove, proprio davanti ai nostri occhi. Ho fatto un filmato ed avvertito i Vigili Urbani ” ha spiegato Sisto, una vita da ‘fiumarolo’ trascorsa in difesa del Tevere.

Vecchi problemi

Mentre ASL e Arpa sono impegnate ad eseguire campionamenti ed analisi per comprendere le cause della nuova moria di pesci, c’è chi prova a segnalare che ci sono antichi problemi da risolvere. “Fa male vedere queste scene, dopo tanti anni passati a cercare di tutelare il Tevere. Ed è un vero peccato anche perché, ora, è in sofferenza idrica ed infatti si vedono affiorare dei ruderi che normalmente restano sott’acqua. Con il risultato che, dopo ogni pioggia, i cefali ed i barbi più grandi muoiono per carenza d'ossigeno”.

Niente valorizzazione senza salvaguardia

Se non si garantisce un presidio costante delle sue sponde, si vanificano apprezzati esperimenti, come quello delle barriere acchiappa plastica, da poco esteso anche all'Aniene. E soprattutto fanno pensare che progetti, come quello che mira a creare un parco nazionale del Tevere, siano irrealizzabili. Prima della sua valorizzazione, infatti, occorre garantirne la salvaguardia. E la testimonianza del volontario della Protezione civile dimostra che, su quel fronte, c'è ancora molto lavoro da fare.

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