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"La discarica è chiusa e non riaprirà mai più": M5s spegne le paure dei residenti di Malagrotta

Dal Campidoglio al Municipio, negata la possibilità di un ritorno alla discarica di Malagrotta. Smentita confermata anche da Ama. Nella zona continueranno invece a funzionare, come previsto, i due TMB

Malagrotta e rifiuti. Un binomio esplosivo, capace d’ingenerare comprensibili psicosi. La trentennale trasformazione della cava in una collina, ha contribuito a modificare l’immaginario collettivo. Motivo per cui, quando si parla di Malagrotta e di rifiuti, si è istintivamente portati a pensare alla discarica per decenni gestita dalla Colari. Sbagliando.

LE SMENTITE - “In riferimento a quanto affermato in servizi trasmessi da testate televisive nazionali Ama comunica che è completamente errato parlare di 'riapertura' della discarica di Malagrotta, discarica che è chiusa dal 1° ottobre 2013 e resta tale  –  si legge in una nota diramata dall’azienda municipalizzata ai rifiuti –  Le strutture di cui l’azienda potrà e dovrà continuare a servirsi, sulla base delle disposizioni della Regione Lazio e dell’ ordinanza del Sindaco, sono i due impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di proprietà della società E. Giovi del gruppo Co.La.Ri”. La comunicazione dell’Ama, viene anche ribadita dall’assessore comunale all’Ambiente Pinuccia Montanari.  “Non solo non abbiamo mai pensato alla riapertura della discarica di Malagrotta – dichiara l’assessora capitolina – ma voglio ribadire ancora oggi che non prevediamo nè discariche, nè inceneritori che rappresentano il passato. Noi guardiamo al futuro.”

GLI OBIETTIVI DI ROMA CAPITALE - A ribadire qual è l'orizzonte entro cui si muove l'attuale amministrazione, provvede anche Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente di Roma Capitale. “Il nuovo piano rifiuti per il quinquennio 2017-2021, rappresenta una testimonianza tangibile della nostra linea di governo – osserva  Diaco – il nostro obiettivo è la raccolta differenziata al 70%, la creazione di domus ecologiche e di impianti di compostaggio aerobico, l’ istituzione di green card, meccanismi di premialità nei confronti dei cittadini ecologicamente più virtuosi ed altro ancora. La nostra volontà politica – assicura quindi il consigliere pentastellato –  procede in direzione diametralmente opposta a quella descritta da qualcuno. Vogliamo assicurare un servizio di smaltimento rifiuti che sia rispettoso dell’ambiente e non lesivo dei diritti dei cittadini”.

RESTA CHIUSA - Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore all’Ambiente del Municipio XI, Giacomo Giujusa. “La discarica di Malagrotta è chiusa e non riaprirà mai più, neanche per metterci la frazione organica stabilizzata (FOS) che non è altro che rifiuto. La postgestione trentennale di Malagrotta, cioè risanamento e messa in sicurezza, è completamente a carico del gestore in quanto già pagata abbondantemente dai cittadini in tariffa, come sancito dalla legge”.  L’assessore, un trascorso da attivista in prima linea nella difesa della Valle Galeria, ricorda che “l'emergenza, creata a tavolino, serve a portare profitti a pochi ed a spingere gli impianti obsoleti”.  

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GLI IMPIANTI DI MALAGROTTA - Non fa sconti Giujusa. “Smaltire il combustibile da rifiuto è costoso? – incalza in un post su facebook  – allora la soluzione pronta nel cassetto non può che essere sempre il solito scontatissimo gassificatore di Malagrotta per bruciare il Cdr con l'appoggio di tutte le super autorizzazioni di Governo”. Invece continueranno a funzionare i due Tmb “perché questo ci permetterà di completare le azioni di pianificazione del ciclo che sono in fase di chiusura. I mezzi Ama in ingresso portano rifiuti agli impianti di Malagrotta mentre altri mezzi portano il CDR e la FOS, ottenuti dopo le lavorazioni, in altri luoghi. Nulla può andare in discarica a Malagrotta perché – ribadisce anche l’assessore all’Ambiente del Municipio XI – certe logiche, per noi, sono estinte”.

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