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C'era una volta il Forlanini: il complesso ospedaliero tra il sogno di riapertura (impossibile) e l'amara realtà

Le origini e gli sviluppi di un complesso ospedaliero che ha fatto la storia della medicina. Dal Sanatorio per i malati di tubercolosi al sogno di farne uno studentato internazionale, ecco qual è stata la parabola dell'ex Forlanini

Riaprire immediatamente il Forlanini. Sono oltre trentamila i cittadini che hanno sottoscritto la petizione, lanciata su piattaforma change.org. Il numero, in esponenziale crescita, non è solo frutto dello stato d'animo generatosi per  gli effetti del Coronavirus. E' anche la testimonianza dell’attaccamento dei romani ad un complesso ospedaliero che ha fatto la storia della città. E della medicina.

La storia del Forlanini

Inaugurato nel 1934, il Forlanini era stato concepito come il sanatorio di Roma per i malati di Tubercolosi. I padiglioni, inizialmente quattro ovvero dsubirono un progressivo ampliamento. La struttura ospedaliera, una sorta di cittadella di 170mila metri quadrati dislocati tra via Portuense, e via Ramazzini, venne dotata di un teatro, di un parco ricco di importanti essenze arboree, e di un prestigioso museo di Anatomia e Anatomo-Patologia.

Il complesso ospedaliero

Per i romani, soprattutto, il Forlanini è stato l’ospedale delle malattie polmonari. Sei erano i reparti di Pneumatologia, dal 2015 parzialmente accorpati al San Camillo,mentre la chirurgia toracica è stata trasferita alla Spallanzani. Il complesso ospedaliero però disponeva anche di uffici amministrativi, vantava circa 800 posti letto e vari laboratori e poliambulatori, distribuiti tra il blocco centrale ed i padiglioni di via Folchi. Aveva anche un'unità di crisi per cure residenziali intensive per post comatosi nel 2011.

Il bilancio della Sanità

La qualità dei servizi sanitari resi, di contro, presenta un conto salato. Nel 2015 il San Camillo-Forlanini, acquisito dalla Regione Lazio, fa registrare un preoccupante buco. L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) analizzando i bilanci del 2014, segnala che al polo ospedaliero è in rosso di 158milioni di euro. A Nicola Zingaretti, che dal 2013 era stato nominato Commissario ad acta, spetta il compito di fare importanti tagli. Bisogna rientrare dei disavanti del settore sanitario regionale

La dismissione

Nel piano di rientro disposto dal Commissario per la sa, finisce così il Forlanini. La decisione di dismetterlo, però, viene accompagnata da vibranti proteste. Manifestazioni, sit-in, conferenze stampa ed inziative legali si sono levate contro la ferrea volontà dell’amministrazione Zingaretti di destituire il complesso dalla sua funzione originaria. La destinazione di quegli spazi è però rimasta sempre incerta.

La riqualificazione partecipata

Accantonata l’idea di fare cassa con la vendita dell’immobile, nel marzo del 2017 la Regione Lazio ha deciso di ascoltare le proposte dei romani. Per farlo ha attivato un portale, denominato “nuova vita per il Forlanini”, all’interno del quale i cittadini potevano scegliere tra un numero definito di possibili funzioni, “come previsto norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore del Comune di Roma per quanto riguarda i servizi pubblici di livello urbano”.

Lo studentato internazionale

Il processo partecipativo si è chiuso nel gennaio del 2018. Da allora il governatore Nicola Zingaretti ha dichiarato l’intenzione di utilizzare il complesso per ospitare “le eccellenze che arrivano da tutto il mondo”. Una sorta di studentato internazionale, venne chiarito a margine di un incontro svoltosi nel marzo del 2018 con i rettori de La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre. Il progetto, nonostante il generale apprezzamento, non è mai decollato. Al contrario il complesso è stato utilizzato per finalità di carattere culturale. D’estate, in particolare, i suoi spazi si sono prestati ad ospitare arene cinematografiche e manifestazioni artistiche. Su una delle palazzine che si affacciano sull'ingresso di via Portuense, è invece stata paventata la realizzazione di una Caserma dei Carabinieri.

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Il Forlanini oggi

Il sogno di riaprire l’ex complesso ospedaliero e le proposte di rilanciarne gli spazi, destinandoli a funzioni non sanitarie, devono però fare i conti con un’amara realtà. Il Forlanini, dopo la sua dimissione, è diventato un albergo della disperazione. Quelle che erano le sue stanze, sono a lungo state trasformate in miniappartamenti di persone senza fissa dimora. Disperazione e microcriminalità si sono spesso intrecciate, contribuendo a degradare la struttura. Oggi le occupazioni sono state sgomberate, ma gli edifici che le avevano ospitate, nonostante le aspettative di tanti romani, ne hanno pagato un pesante tributo.

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