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Monte Carnevale: ad agosto si decide se autorizzare la discarica di amianto

Convocata una Conferenza dei Servizi ad inizio agosto. Giujusa: "Solerzia sospetta. Il timore è che l'ex cava venga autorizzata per ospitare non solo rifiuti inerti"

L'ex cava di Monte Carnevale

Il Municipio XI ed il Comune di Roma si sono già espressi. Entrambe le istituzioni, da tempo, hanno manifestato la propria contrariarietà ad autorizzare l'uso dell'ex cava di Monte Carnevale, per il conferimento di amianto. Anche i residenti lo sono.

Destini sospesi

Da anni , nella Valle Galeria, si ripete come un mantra lo slogan "basta rifiuti". Nonostante sembra siano sempre in tanti a sottoscriverlo, a novembre, il Campidoglio ha autorizzato l'apertura di un sito di trasfererenza a Ponte Malnome. La Sindaca si è impegnata a tenerlo in funzione per soli 180 giorni. Ora bisogna capire se, alla probabile richiesta di proroga, Roma Capitale risponderà di no. C'è però un'altra questione che preoccupa fortemente chi abita a poca distanza dai TMB e soprattutto dalla vecchia discarica di Malagrotta. E riguarda il destino della cava di gestita dalla New Green Roma Srl.

La conferenza dei servizi

Il 2 agosto la Regione Lazio ha convocato una conferenza dei servizi per discutere del progetto relativo alla "discarica per rifiuti contenenti amianto e rifiuti inerti in località Malnome". Una decisione che, nella Valle Galeria, non è stata presa con entusiasmo. "Intanto già la data è sospetta – ironizza Giacomo Giujusa, già assessore municipale all'ambiente – la Valutazione d'impatto ambientale, per i rifiuti inerti,  era già stata rilasciata dalla Regione. Ora serviva l'Autorizzazione integrata ambientale (AIA). Ma quest'ultima poteva essere ottenuta avviando una procedura in Comune. Il fatto che invece sia stata richiesta in Regione potrebbe aprire altri scenari preoccupanti".  

Il futuro dell'ex cava

Nella Valle Galeria, oltre all'ex discarica di Malagrotta, ci sono anche due TMB, una linea di trattamento dei rifiuti, un gassificatore spento. Ed una quantità inverosimile di impianti. "Non si può dimenticare che stiamo parlando di un'area molto particolare – sottolinea Giujusa – il timore pertanto è  si parta con l'amianto e gli inerti, che diventano così una sorta di apripista per ottenere altri codici CER".  Questo significa che, in futuro, a qualcuno potrebbe venire in mente di usare l'ex cava per gestire la prossima emergeza rifiuti".

Le richieste dei residenti

I cittadini spingono invece per il risanamento ambientale. Hanno anche presentato una petizione che recentemente è approdata in Europa. Si fa notare che "in questa valle, le ultime parti intatte dell'agro romano vengono fatte sparire o sono minacciate. Come nel caso del progetto di 'Discarica di Amianto ed Inerti' a 165 metri dal confine  del sito d'interesse comunitario Macchia Grande di Ponte Galeria". Il 2 agosto però, a prescindere dalla petizione, si torna a discutere del destino dell'ex cava. Oltre gli inerti, potrebbe ospitare anche scarti contenenti amianti.

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